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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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eoltro-Machet, ma al pari di quelle, sab-bie in diversu mudo, applicate entram-bi al ceppo come se si trattasse di unaratro a due orecchi, in cui il centro del-le resistenze cade appunto nella linea delceppo. Ho veduto aneli’ io che con duestegole il coltro si regola meglio dal bi-folco; ma considerando che una grandis-sima resistenza è sofferta appunto dall’o-recchio, e che su di esso principalmenteoccorre al bifolco di dirigere la sua forzadel braccio per tenere l’istrumento inguida, ho applicato una seconda stegolaal di dietro dell’orecchio, fermandola op-portunamente con viti al ceppo, ed alledue sbarre di ferro da cui 1’ orecchio ètenuto a freno. La Jig. 1 i, mostra benequesta seconda stegola, la cui giacitura è,come ho detto, sbattuta a terra dalla pro-iezione.

In tutte le altre parti, il coltro-Ri-dolfi è rimasto com’ egli era ; e le pic-cole modificazioni, che, nell’adattarvi ilmio orecchio, io vi ho fatte con l’appro-vazione del Ridolfi medesimo, spero che,lungi dallo snaturarlo, lo rendano viep-più efficace e comodo, e lo debbano rac-comandare vieppiù agli agricoltori (i).

Considerazioni accessorie e conclusione.

Noi abbiamo veduto che, per ottene-re dal cilindro circolare un orecchio spi-

(i) Non sarà discaro ai nostri lettoridi sapere che alla Magona si vendono inuovi orecchi in ferro. E l’ottimo marche-se Ridolfi mi autorizza a dichiarare, chechi desiderasse risparmiarsi la noia e ladifficoltà della costruzione del coltro conle nuove modificazioni, può ricorrere a lui,che ben volentieri se ne incaricherà. Cosipotesse essere pure un giorno fondato 1’ 1-stitulo Agrario di Meleto! La fabbrica iliistruraenti agrarii che vi sarebbe sicura-mente annessa, permetterebbe agli agri-coltori toscani di provvedersi, come d’altrirustici arnesi, così dei coltri, con maggioreeconomia e con sicurezza di avere istru-menti esattamente lavorati. I

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rale, la cui altezza fosse maggiore dell**base, è convenuto dalla superficie sp»' a 'le, scavata nel semicilindro, mozzare 1,0segmento, rappresentato nella jig. i o daltriangoletto I F C. Verrà naturalmentepensato a qualcuno : non si poteva egl>evitare la necessità di questa mozzatura,prendendo, invece del cilindro circolare,un cilindro dittico, il cui raggio minorefosse appunto la cercata base dell’ orec-chio A F, e il raggio maggiore 1’ altezzadell’ orecchio, eguale all’ intiera linea AF C? Rispondo : si poteva certamente ;ma la spirale modellatrice dell’ orecchiodiveniva ben diversa da quella che io ave-va calcolata e prescelta. La curva circo-lare rappresenta una rotazione in cui 1due elementi che la compongono, cioè ladirezione verticale e la direzione orizzon-tale, sono in egual quantità : in fatti, dcircolo ha in altezza e in larghezza, se sipuò chiamarle così, il medesimo diametro-Ma l’elissi ha due diametri, un maggiore,e un minore ; e secondo che voi rizzateverticalmente una mezza elissi, o sul su 1 »diametro maggiore o sul minore, v<»avete nel primo caso una curva in cui ilmovimento in direzione verticale cede aquello in direzione orizzontale ; nel se-condo (che è precisamente il caso nostro)prevale il moto ascendente. Vedete nellaJig. 1 3 la sezione o la base del semicilindro circolare, e del semicilindm elittico>fra i quali avremmo dovuto scegliere. E'gli è chiaro che, dovendo noi far salire 1 ;1terra da C in 77, questa salita è più pia'cida seguendo la curva ciocolare AD Rila quale ha per base il raggio più lungaC A, che non seguendo la curva elitticaa dE che ha il raggio più corto C a. I’ 1 'fatti se noi dalle estremità A a dei dueraggi del semicircolo e della semielissi al'ziamo le due perpendicolari A B a b, ve ~diam subito come si scosta placidamen 1 ''dalla verticale la curva circolare A D Ricome la va rasentando e se ne scosta rae* 1 ’