Band 
Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
Seite
261
JPEG-Download
 

ARA

la curva tVmica a d E. Or bene que-sto diverso andamento delle due curverappresentanti la rotazione vi dice, chela terra dovrebbe salire più a un trattosull’ orecchi» a spirale elittica, e mentreinvece salirà più dolcemente sull orec-c bìo a spirale circolare. .

Egli è ben vero che per la mozzatura da noi fatta alla base del semicilin-^ro, noi non veniamo a profittare di tut-ta la curva circolare A B E, sibbene delsolo arco D E. Ma ciò che rileva ? Lasuperficie da noi conservata riceve ap-punto P impressione della curva D E , edelle ah

Ielle,

re curve più piccole a lei para-» uua delle quali è la curva punteg-8 'ata che tocca in D. Laddove questa•uedesima superficie, se il cilindro fossedittico

el ' ltlca ad Euna ,| e i|

la

Punte?

e dalle sue concentriche,e quali ne offre la Jìg. i 3 , cioèata che taglia P arco circolat epiù ritta in questa se-^upposizione, più adagiata nellasto rf ' seguendo con 1 ’ occhio il re-1 tali diverse curve al ridiscendere

/) V, 85‘ata che t

• Sarebbe cioèonda sujPrima. E

—. diverse curve ai nuiaceuuci cdella lo ro sommità, sarà visibile la di-versa accartocciatura che si produrrebbeuell orlo superiore dell 5 orecchio, tioppostr etta dalla spirale elittica, abbastanza;, mpia dalla spirale d’un cilindro circolare.

Ma v’ è di più : della base semici-lindrica (opportunamente mozzata) noiabbiamo potuto conservare il prezioso

segmento a D E d, senza il quale la ter-re, che si disgrega ’salendo, potrebbe trabeccare verso l a stanga -, e questo segmen-to non ci sarebbe offerto dalla base elit-tica, come la jìg . , 3 lo fa manifesto.

E un cono troncalo orizzontale, vol-to con la base verso il vomere, non sa-rebb e anco 0 pp or tuno del cilindroe utico e circolare ? 11 cono non presen-terebbe egli, oltre la dovuta ascensione,anche P oggetto laterale, quando dallaparte interna si tenesse la sua costola pa-

A R A 26r

ralella al ceppo, e si confinasse tutta dallato opposto la divergenza che dalla pa-rafila hanno i due spigoli del cono ? —Anche questa domanda ci siamo fatta ilRidolfi ed io : ed abbiamo poi conclusoche il cono era da rigettarsi.il cono tron-cato era da considerarsi come troncatoda una serie di circoli concentrici dispostiintorno ad un medesimo asse, e di unagrandezza crescente con uniformità o conuniformità decrescente, secando che siconsidera la serie della base maggiore.Dunque la rotazione sarebbe circolare, ela foggia che ne verrebbe all’ orecchiopar che sarebbe acconcia. Ma lo spigoloesterno del cono divergente dall’ asse dirotazione, nel quale deve rimanere P orloinferiore dell’orecchio, renderebbe, a dirpoco, P operazione difficile, imbarazzan-te, fallace. Oltreché, se si ottenesse anco-ra dal cono lo stesso effetto che’dal cilin-dro, sarebbe forse più facile la riduzionedi un tronco di legno a cono, di quel che

10 sia a cilindro ?

Nell’accennare gli uffizii dell’orec-chio ( ved . sopra) ho detto che, sebbene Iosminuzzamento della terra sia generalmen-te riservato agli altri istrumenti agrarii,pur si operava abbastanza dal mio orecchionell’atto medesimo del rivolgimento del-la fetta di terra. Io lo aveva già notato co-me un buon effetto dell’orecchio Diadici( Giorn. Ag. Voi. I, pag. 348), e comecosa connessa colla piega medesima chedà alla terra il rivolgimento. Voglio oraspiegarmi meglio. La fetta di terra darompersi e rivoltarsi ha una data lun-ghezza, uguale a quella del campo. Ora

11 suo rovesciamento non si può operarecontemporaneamente su tutta la linea del-la lunghezza. Se ciò fosse la letta si riz-zerebbe come un asse, che, senza giovar-si nella sua larghezza, girasse sopra unadelle sue costole. Operandosi invece ilrivolgimento successivamente , le partidella lunghezza vengono alzandosi e gi-