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golo non potrebbe uscir dal suo piano•verticale senza rimuoverne tutti gli altriche esso si trova dinanzi, non esclusi-quelli non peranche rimossi dal loro posto.Ciò è reso evidente dall’ ispezione dellafg. !\, Tav. XY1II, la quale ci mostra cheun rettangolo qualunque abcd finché nonè giunto a compiere un quarto di giro, amettersi cioè nella posizione ab v c v d y , hain tutte le posizioni intermedie una certapresa, per così esprimermi, sui rettango-li che ancor restano al loro posto, laquale gl'impedisce di uscire dal suo pia-no verticale. Reso adunque impossibileda questa circostanza che i lati inferioridi quei rettangoli escano da! loro pianoverticale, come dianzi accadeva alle rettemateriali di cui essi tengono il luogo, cia-scun di quei iati deve per necessità pas-sare da una in un’ altra posizione succes-siva della generatrice della superficie plet-toide. E se si ricerchi la ragion meccani-ca di questo resultalo che nell’ipotesi delparagrafo precedente non si otteneva, fa-cilmente si rileverà che la resistenza chei rettangoli anteriori a quello che si con-sidera, oppongono a che questo sia dalmovimento progressivo dell’ orecchiospinto fuori del suo piano verticale, sicangia in forza attiva, ia quale vincendola componente della forza di gravità pa-rallela all’ elemento bb' ( fig. 3 ), chesi considera della curva direttrice, (a sìche l’estremità b del lato inferiore diquel rettangolo percorra realmente lospazietto bb', mentre 1’ altra estremità apassa in a!.. E ciò può anche confermar-si coll’ osservare che al crescere dell’ an-golo cbb' se da un lato cresce lo spaziobb' e la componente della gravità ad es-so parallela, cresce egualmente dall’altrolato lo sforzo che il rettangolo che pog-gia lungo la generortice ab fa per usciredel suo piano verticale in conseguenzadel moto progressivo dell’orecchio; quin-di per impedirglielo fa <l’ uopo pure di
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una forza maggiore, la quale non può man-care per le ragioni vedute ( nell’ ipote slsempre della perfetta rigidità dei rettan-goli ), e che sarà capace di far percorre-re all’ estremità b lo spazietto cresciut 0e maggiormente inclinato bb'.
Egli è adunque evidente, che trat-tandosi di una serie continua di rettan-goli perfettamente rigidi, quando si fa c 'cia astrazione dall’ attrito, deve ammet-tersi che possa ottenersene la rotazioneintorno ad un loro vertice e nel loro pia-no per un quarto di giro, mediante noorecchio modellato secondo una qualun-que superficie pleltoide che si faccia muo-vere nella direzione del suo asse, e pef'pendicolarmente ai piani di quei rettangoi 1.
Ma le nostre ipotetiche circostanzesono peraltro ben diverse da quelle cb eci si presentano nella realtà del caso,fella di terra potrà sempre, se voglias 1 »considerarsi costituita da una serie djrettangoli che siano altrettante sezioni d>lei; ma questi rettangoli non potranno sup-porsi nè allatto disgiunti gli uni daglitri in modo che non oppongano verun 9resistenza ad aprirsi, a guisa delle stecch®d un ventaglio, come si richiede, onde 1loro lati inferiori possano distribuirsi sull 9
superficie plettoide, nè perfettamente ll 'gidi, cosicché a mantenerli nei loro pia 01respeltivi basti che in questi piani ne siau 0forzatamente ritenute alcune parti dell 9loro superficie. Per la tenacità delle terr e ’che non va mai disgiunta da una cer tafriabilità, quelle ipotesi non si accore-rebbero colla realtà. Pure finché non sa 'rà questione della forzalente ad operare il rovesciamentofetta di terra, la prima di quelle ip°* eSlpotrà ritenersi ; e per adesso che si tr a **‘soltanto di stabilire le condizioni che o ebono verificarsi onde il rivolgimento ** ,e ^desimo si ottenga, basterà che si abbo°doni la seconda e si restituisca ai
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