Band 
Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
Seite
271
JPEG-Download
 

A R A

siano sottoposii ad uno afono cui la lorocoesione non possa resistere. Inoltre fa-rà d’ uopo che si prenda in considera-tone reffelto deir attrito, del che ci oc-cuperemo in primo luogo.

Onde'iprocedere anche in ciò collawaggior chiarezza che mi sia possibile,supporrò nel seguente ragionamento che1 orecchio sia tenuto fermo e che gli sispinga contro la fetta della terra median-te una forza orizzontale equabilmente di-stribuita per tutta la sua massa, e diret-te in direzione contraria a quella nellaqual® procede realmente fi orecchio. Pe*tale inversione, come possiamo essernecerti, nessuna particolarità del movimen-to viene ad essere alterata, e quindi reste-rà lo stesso anche fi effetto dell 1 attrito chevuoisi ora studiare.

Torniamo a considerare nella fig- 31’ elemento abb'a' d’ una superficie plei-ade qualunque, sul quale deve scorrerecol suo lato inferiore il rettangolo chePoggiava prima sulla generatrice ab. Nut-la cangia nelle considerazioni che seguo-fll) s e a quel rettangolo noi sostituiremoUna retta pesante che tenga d posto delal ° Inferiore di quello, e d’altronde ciòSetn plìcizza il discorso. Inoltre come il115010 di questa retta si compone di untt oto di traslazione uguale per tutta lasua lunghezza e di un moto di rotaziouea ttoino alta sua estremità inferiore, neViene che il movimento di ciascun deisuoi punti è indipendente da quello diugni altro -, q che p, j ll0 g 0 a poter consi-derare isolatamente il moto di ciascunpunto di quella retta. Rivolgiamo adun-que in primo luogo la nostra attenzionea ^ a sua estremità superiore che deve per-correre elemento per elemento la curva'rettiice della superficie dell’ orecchio.

Quando abbiamo analizzata fi azio-ne ella gravità sull'estremità b' della rel-tamaterialg a'b\ abbiamo veduto resul-tine una pressione contro la retta stessa

ARA ani

ed una componente situata nel piano del-le due costole vicinissime del cilindro bc,b’c' e perpendicolare a queste costole me-desime. Così 1’ elemento bb' deve consi-derarsi come un piano inclinato sul qua-le deve farsi scorrere un corpo grave me-diante unti forza orizzontale cioè paralle-la alla base bh del piano medesimo. Ciòposto immaginiamo che sia applicata ai-fi estremità b della retta materiale ab unatal forza nella direzione bc , che pongaquell’estremità medesima nello stato pros-simo al movimento tenendo conto dell’at-trito. Siccome ogni aumento di quellaforza produce un accrescimento di attri-to, egli è evidente che se vorremo chequell’ aggiunta di forza dia luogo al mo-vimento dell’ estremità b della retta ma-teriale lungo l’elemento bb ', sarà neces-sario che la componente di quella forzaaggiunta, parallela all’ elemento medesi-mo, superi 1’ attrito che quella forza stes-sa produce in grazia dell’ altra sua com-ponente normale a quella prima. Una talcondizione limita evidentemente l’incli-nazione dell’ elemento bb' alle costole delcilindro ; ed è facile il dimostrare, colsoccorso dei conosciuti teoremi di mec-canica sul piano inclinato, che chiaman-do f il coefficiente d’attrito (ossia il rap-porto dell’ attrito alla pressione che loproduce) dovrà quell’ inclinazione esser

tale che si abbia sempre (0- Nel

. b k

caso contrario, una forza anche infinitanella direzione bc non potrebbe mai farsì che 1’ estremità b della retta materiale

, • „ b'hA-f.bh

li) Infatti la formula F—Py. - 77777-

bh—J.b U

che è quella dello stato prossimo al motoconduce nel nostro caso ad un resultatoassurdo ogni qualvolta fi inclinazione delpiano non sia tale che si affida bh>f.b'h.Chiamando a l’inclinazione del piano,questa

condizione può ridursi all'altra tang

a <^.