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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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si muovesse nella direzione dell’elemen-ito bb'. E siccome a queste conseguenzesiamo pervenuti senza curarci della gran-dezza della componente della gravità nor-male alle costole del cilindro ( la qualevarierebbe al cangiar della posizione dei-1’ elemento preso arbitrariamente sullasuperficie plelloide ), così può stabilirsiche quelle conseguenze sono vere per unelemento qualunque della curva direttri-ce, equindi nessuno degli elementi di que-sta dovrà essere talmente inclinalo alle

Iole del cilindro che si abbia -L^j\oh ^

nemmeno

ma f )er c ' ascuuo

essi dovrà aversi f.

Quanto poi agli altri punti dellaretta materiale abbiamo già notato che des-si descrivono nel movimento di quellaretta sopra una superficie plettoide al-trettante linee curve, simili per naturaolla curva direttrice, e che ne differisconosoltanto pei loro parametri. Ora è facilevedere che questa differenza fa sì cheP inclinazione d’ ogni loro elemento allecostole del respettivo cilindro sia perognuna di esse minore dell’ inclinazionedell’ elemento corrispondente della curvadirettrice. Basterà quindi che la condizio-ne espressa dalla diseguaglianza J\

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sia verificata per ciascun elemento dellacurva direttrice.

Sarebbe adesso pregio dell’ operail tradurre in numeri colai condizione,ma noi possiamo fare con quell’ esattezzache farebbe di mestieri, e che è semprecosì diffidi di raggiungere in siffatte ri-cerche. Noi dovremmo chiedere all’espe-rienza il valor numerico del coefficiented’ attrito nel caso nostro, e valerci di que-sto dato che è 1’ unico che ci abbisognia quell’ oggetto. Ma le esperienze deitecnologi sotto questo rapporto non pre-

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sero finora di mira il vantaggio dell’ eg n 'coltura, la quale dal canto suo non i* 181si era ad essi rivolta per chieder l° raquelle cifre che or ci abbisognano. Codmentre trovansi registrati in tavole °P'posi te nei libri di tecnologia i valori delcoefficiente d’ attrito, determinati c °°esperienze accuratissime per mille casi <circostanze diverse che si incontrano nel'le arti, per ijuante ricerche io abbia fad enon ho potuto riscontrare che mai st Jstato determinato quel valore nello sfre'gamento delle diverse terre coltivabili co®le superficie metalliche, come sarebbe oc'corso nel caso attuale, e neppure con 1legni, il che pure tornerebbe utile intre ricerche.

In questo stato di cose, premendo'mi anche per altre ragioni che vedre® 8in seguito, il conoscere almeno approsst'(nativamente quel valore della quantità/)mi diressi al chiarissimo sig. Luigi PaC 1 'notti professore di Fisica Tecnologi 08nell’ I. e R. Università di Pisa , onde ot'tenere, che coi primi lumi e coi mezzi d e ^suo stabilimento, volesse soccorrere all 8necessità in cui mi ritrovava. Così ave 11 'do egli accolto di buon grado la mia i D 'chiesta, sì intrapresero sotto la sua dir e 'zione le esperienze necessarie ; le qn®* 1per la maggior parte furono eseguite dtdmio amico sig. dott. Cesari Toscani1 ementre confermarono pienamente le n° teleggi generali dell’attrito condussero a sta'bilire che il coefficiente J 'può appros 51 '(nativamente ritenersi espresso dalla h 0 'zione 1/2.

Dipartendosi quindi da questo da t8si trova mediante le tavole trigonometf 1 'che, che P inclinazione d’ un elem ent °qualunque della curva direttrice d’ u ° asuperficie plettoide,secondo la quale de^'ba modellarsi 1’ orecchio del coltro, 3 ecorrispoudenti costole del cilindro Q ot>deve oltrepassare i 63 ° 36’.

La forza orizzontale- che nelle C ° ,S