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ad un tempo la legge del moto rotatoriodella generatrice e la velocità del suo mo-lo uniforme di traslazione. Quest’ultimoelemento determina la distanza fra 1’ o-riginer della superficie’[deltoide.e la lineadi trapasso, ossia, in altri termini, fra ilpunto nel quale la generatrice è orizzon-tale e 1’ altro in cui dessa è verticale;chiameremo d’ ora innanzi questa distan-za lunghezza dell ’ orecchio , e questa lun-ghezza dovrà intendersi misurata sull’as-se della superficie che coincide coll’ as-se del cilindro dal quale dessa può sup-porsi ottenuta. Or se nel modellare lasuperficie dell’ orecchio si prendesse mol-to piccola la velocità del moto di trasla-zione della generatrice si otterrebbe evi-dentemente un orecchio molto raccorcia-to, e quindi la curva direttrice riuscireb-be necessariamente troppo ripida in qual-che suo tratto, qualunque fosse d’ altron-de la legge cui si assoggettasse il moto ro-tatorio della generatrice. Aumentando lavelocità del moto di traslazione di que-sta, la lunghezza dell’orecchio pur siaccresce, e per talune leggi del moto ro-tatorio avviene, che contemporaneamentediminuisce l’inclinazione d’ ogni elemen-to della curva direttrice. In tal ceso, nelquale rientra come è facil vedere la su-perficie elicoide proposta dal Latnbru-schini , è evidente che può la lunghezzadell’ orecchio esser per modo determina-ta, che l’inclinazione di veruno degli ele-menti di quella curva superi il limite chesi conviene. Non così quando la naturadella curva direttrice, ossia la legge delmoto rotatorio della generatrice, è taleche per quanto si allontani dall’origineil punto di trapasso, pur quella cur.vamedesima conserva sempre in qualchetratto una inclinazione alle costole delcilindro superiore al limile eh’ essa nondeve oltrepassare. A schiarimento di ciòecco un esempio. Supponiamo che in nnsemieilindro retto si pratichi una sezione
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mediante un piano inclinato che passi p efquel diametro d’ una delle basi del se 'micilindro che ne costituisce uno spig 0 'lo. Quella sezione resulta come è notouna semiellisse che ha il suo vertice sull*costola mediana del semieilindro ; quindigli elementi suoi in prossimità di que'sta costola sono quasi ad angolo rettocolle costole del cilindro respettivamenteadiacenti, e ciò qualunque sia 1’ inclina'zione del piano secante. Non potrebbeadunque uno dei quadranti di quella me*'za ellisse prendersi come curva direttriced’ una superficie plettoide, secondo I®quale dovesse foggiarsi 1’ orecchio del
coltro ; poiché per quanto si allontanasseil punto di trapasso dall’ origine dellasuperficie diminuendo l’inclinazione delpiano secante, non potrebbe otteners 1che l’inclinazione degli elementi di quel'la curva direttrice in prossimità del suovertice, non superasse di gran lunga Hgiusto suo limile.
Si vede adunque che il princip 10testé stabilito, esclude molte superfici eplettoidi dal numero di quelle fra l equali deve farsi la scelta della foggia p 10conveniente per 1’ orecchio del coltra je rapporto a quest’ ultime, quel prind'pio stesso toglie che desse si prendanotroppo raccorciate, poiché ne fissa 1®lunghezza minima per ogni diversa nata'ra di curva direttrice.
Chiudendo qui la prima parte denostro lavoro, gioverà che recapitoliam 0in poche parole le conclusioni a cui sia'mo giunti successivamente nelle cose fi 0ora discorse, onde ravvicinandole e sp°gliandole d’ ogni accessorio meglio e F 11 *facilmente si afferrino nel loro compie 5 * 0 ^
La semplice considerazione cheletta di terra distaccata dal vomere ecoltello doveva essere capovolta a m*' 11a mano che dessa veniva recisa, facen 1la ruotare attorno ad uno dei suoi sp'gli ed in uu piano normale alla dire* 10