a 7 G ARA
Noi abbiamo già nel fin qui dettoconsiderata la fetta di terra che devesirivoltare come costituita da un numerograndissimo di rettangoli, quali si otter-rebbero con delle sezioni estremamen-te ravvicinate che si praticassero nellafetta di terra medesima, con dei pianiverticali a squadra colla direzione iu cuiprocede l’orecchio. 1 lati inferiori di queirettangoli devono scorrere sulla superfi-cie dell’ orecchio stesso , passando pertutte le posizioni successive della genera-trice ; il che non può avvenire senza chequei rettangoli ruotando iti tempi diversiattorno ad un lor vertice vengano adaprirsi a guisa delle stecche di un ven-taglio. •
Cosi la forza motrice che occorreal rovesciamento della fetta viene a divi-dersi come segue : i.“ se ne impiega unaporzione nel far girare ciascun rettangolonel suo piano verticale intorno ad un suovertice, dovendosi in questa operazionevincerne il peso relativo ; 2. 0 altra por-zione di forza si converte in una pressio-ne contro la superficie dell’ orecchio ,che unito alla pressione proveniente dallagravità dei rettangoli produce f attrito-,e questa porzione di forza va perdutaquanto all* effetto utile,, ed è inevitabileil perderla tosto che vuoisi produrre ilrovesciamento mediante una potenza cheagisce in una direzione a squadra colpiano di rotazione; 5.° finalmente, s’im-piega parte della forza motrice nel dis-taccare per un certo angolo l’un rettan-golo dall’ altro, come è gioco forza cheavvenga, dovendosi quei rettangoli distri-buire sulla superficie plettoide dell'orec-chio in modo che ciascun di essi poggicol suo lato inferiore sopra una genera-trice della superficie medesima ; e questoche è un effetto necessario può ben con-siderarsi come un effetto utile, giacchéesso induce nella fetta di terra rivoltataun certo grado di disgregamento, che fa-
A R A
I edita gli ulteriori lavori come anche 1 a "zione benefica degli agenti atmosferici.
Ora prenderò a considerare la fi» - 'za occorrente a mettere nello stalo proi'siino al moto la terra che contempora-neamente poggia sulla superficie d’unorecchio plettoide che supporrò soddisfa're alle condizioni stabilite.
Suppongansi due orecchi di qualsi voglia natura e lunghezza che sianomossi entrambi con eguali velocità ; dessipercorreranno evidentemente eguali spaziin tempi eguali, e quindi in un dato tem-po ciascun di essi rizzerà una lunghezzapari della fetta di terra. Ciò porta ne-cessariamente a concludere che comun-que possano essere occorse delle quantitàdi forza differentissime per produrre quel-1’ effetto con quei due orecchi entro queldato intervallo di tempo, pure egli è cer-to che la porzione di quelle forze motricidifferenti, che veramente si è impiegatanei due casi a produrre il rovesciamentodella terra, deve di necessità essere statala stessa; poiché lavori meccanici egualinou possono prodursi in tempi eguali checon eguali potenze. La forza bensì im-piegata a viucere 1’ attrito sarà stata di-versa pei due orecchi considerati, e quin-di sarebbe da ricercare quale è la super-ficie plettoide per la quale l’attrito riesceil minimo possibile, giacché quella do-vrebbe preferirsi. Ma, come ho già ac-cennato, non torna utile il considerare laforza occorrente a vincere 1’ attrito sepa-raiamente da quella che s’impiega a pro-durre il rovesciamento; e giova piuttostoalla semplicità del ragionamento l’esami-nare quale sia la superficie plettoide cherichieda per questi due titoli presi insie-me minor quantità di forza motrice.
Consideriamo un rettangolo pesan-te, il quale ruoti intorno ad un suo ver-tice partendo da una posizione nella qua'le uno dei suoi lati sia orizzontale. Evi-dentemente fin dal primo istante del ino-