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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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ARA

P'aoo qualunque, ne distinguono duecagioni, cioè Yatlrito propriamente dettoe 1 aderenza. Ed infatti queste due ca-g'oni sono soggette a leggi diverse; poi-°liè l 1 attrito è semplicemente proporzio-nale alla pressione, e riesce affatto indi -1Pendente dall’ estensione delle superficieln contatto, mentre 1’ aderenza al con-trario si trova proporzionale a questesuperficie, e non ha alcuna relazione collaPressione del grave contro il piano. Si vededunque che in quanto "dicemmo superior-mente noi abbiamo tenuto conto soltantodell’ attrito nel significato più limitatodella voce ; pure 1’ effetto dell’ aderenzanon è certo trascurabile, - avuto riguardos Pecialrnente a quei casi nei quali le terre

si lavorano per essere imbevute diUmidità riescono molto plastiche e pa-stose. p er -| canone fondamentale che

1 effetto dell’ aderenza è proporzionale

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della fetta. Ed avuto riguardo appunto ache il cangiamento proposto nella naturadella superficie dell’ orecchio non deveaver luogo che per una piccolissima por-zione di esso presso la sua origine, riterrò-il nome dì orecchio elicoide anche aquello così modificato, bastando che illettore sia di ciò avvisato onde non sigeneri confusione.

- vieti aucicui»” v- ^-p

8 e superficie che si sfregano, sarà daPreferirsi quella che per la sua naturagoderà della proprietà di esser la minimapossibile in estensione. Or bene, di que-sta proprietà gode appunto la superficiee licoide coinè è facile il dimostrare dipar-tendosi dalla nota proprietà dell’ elica, diessere la linea più breve che possa trac-O'arsi sulla superficie d’un cilindro fra' 1ue punti qualunque. Anche per questolato adunque la superficie elicoide pre-senta un vantaggio notevole al disopra di°S n > altra ; e certo non vi è guadagnosotto questo rapporto.nel sostituire, sic-C " me ho Proposto, la curva O Q (fig. 2 )al tratto O N dell’elica direttrice. Mac ’° nonostante io rimango sempre per-suaso dell’utilità di quella sostituzione,Purché, siccome ho già detto, dessa nonecc eda certi limiti eh’ io fisserei assai ri-s,r etti. Ponendo mente a ciò, io reputofiascurabile il danno cui si ya incontroP er effetto dell’ attrito e dell’ aderenza,e abitabilissimo il vantaggio che si haPer rapporto alla torsione o storcimento

Dimensioni deìV orecchio.

Nulla ornai resta a desiderare perrapporto alla determinazione della foggiache meglio convenga all’ orecchio, giac-ché tal materia fu discussa con quellamaggiore estensione che per noi fosse|possibile. Resta però ancora intentatajuna seconda questione di non minoreimportanza, voglio dire la determinazionedei parametri o dimensioni dell’orecchiomedesimo ; intorno alla quale dirò adessoquanto più potrò e saprò, Riescirò per-altro necessariamente breve edincompiu-tOj poiché gli sviluppi che 1’argomento.richiederebbe non possono aver luogo ioquesto scritto, dal quale mi sono astrettoad escludere tutto ciò che richiedesse peressere inteso ed apprezzato delle cogni-zioni di geometria al di sopra delle ele-mentari.

Abbiamo dimostrato alla pag. a-g[l’esistenza di una tale inclinazione dei-fi elemento he della curva direttrice allacostola A/del cilindro, per la quale l’ele-mento superficiale cprrispondente abed(fig. 5) esìgeva, onde esser rimosso conuna determinata velocità, una minor quan-tità di forza motrice che non ne avrebbejrichiesta un altro . elemento qualunque(compreso fra i medesimi piani a A/è, dege.Quell’ inclinazione dell’ elemento bc percui ciò si verifica, si determina medianteil calcolo dipendentemente dal coefficien-te/di attrito, e nel caso nostro in cui