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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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scorrendo col suo orlo posteriore soprala fetta medesima.

Esporrò adesso un’ ultima osserva-zione, la quale suggerisce un’idea merile-\ole, a mio credere, d’ essere sottopostaall’ esperienza e dà inoltre ragione d’ unfatto già osservato dai pratici e del qualeio non so che possa darsi in altro modopiù plausibile spiegazione. D’ altrondequell’osservazione è semplicissima, e con-siste in questo, che se in luogo di tagliarele fette verticalmente, come abbiamo sup-posto finora, desse si recidessero obliqua-mente, come lo indicano le linee ad , bc ,ef ec. (fig. 9) ; allora le fette abcd,bcfe , ec. così distaccate, potrebbero sen-za che mal variasse il centro di rotazione,esser condotte nelle posizioni ^ b'cd',beb'a , ec., nelle quali, come è richiesto,le loro faccie superiori r/c, tf, ec., pren-dono le situazioni de, all, ec. In talmodo, la natura dell’ orecchio posterior-mente alla linea di trapasso potrebbeconservarsi la stessa che anteriormente,e quindi si avrebbe un vantaggio per■ apporto alla semplicità della sua costi-tuzione. Ma di contro a questa maggiorsemplicità dell’ orecchio avremmo pro-babilmente una complicanza maggiorenella montatura dell’ istrumento, che do-vrebbe essere notabilmente modificala eche a prima vista presenterebbe variedifficoltà. Del resto, io non vedo che unsolo inconveniente proprio di questo si-stema, che in pratica potrebbe forse riu-scir tale da far preferire l’adozione del-1 ’ orecchio composto , di cui abbiamo ra-gionato superiormeute; e quell’inconve-niente si è, che il lavoro riuscirebbe menosoffice e più difficile rimarrebbe l’accessodell’ aria fra le zolle smosse, poiché comevedesi dalla figura le fette che a mano amano sono rivoltate vengono troppo acombaciare le une colle altre. Pure, comeho già detto, crederei che fossero da ten-tare quelle modificazioni nella montatura

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del coltro che si richiederebbero pev I a 'dozione del nuovo sistema, onde valut arcol fatto il merito di esso e la grave** 3dell’ inconveniente ora accennato.

Intanto fa d’ uopo eh’ io giustifici 11ciò che ho detto in principio di quest 0paragrafo, cioè che l’osservazione chene è stata l’oggetto dà ragione di un fatt°già conosciuto dai pratici. Questo fati®si è quello del vantaggio che si trova neldare alla faccia piana del coltro che radeil terreno sodo una certa inclinazione al'l’infuori. Una tal pratica è seguita e rac-comandata da tutti i buoni costruttori diarnesi rurali, ed a me sembra che non slpossa spiegarne il buon effetto che ve-dendo in essa un modo di minorar l’in-conveniente cui dà luogo il cambiamentodel centro di rotazione quando l’orecchi 0conserva la stessa natura di superficiepleltoide con orlo inferiore rettilineo an-che al di dietro del punto di trapassoBasta che si accresca la inclinazione diquella faccia piana del coltro, tanto ch edessa risulti eguale alla inclinazione 1,1verso opposto del lato posteriore del'1’ orecchio, perchè quell’ inconvenientesia tolto affatto ; ed allora la pratica em-pirica sovraccennata si cangia nel sistenmrazionale di cui abbiamo fatto parola.

Orecchi di ferro fuso e di legno.

Fin qui abbiamo parlato della jofma degli orecchi , ma ora è mestieri daqualche cosa su la materia di cui de-vono essere composti.

Gli orecchi di ferro fuso si loda 0 ®universalmente con ragione, perchè ge° e 'miniente vanno assai bene, e permettili 1 ®facilmente che vi si applichi il ziome'®americano : quindi non si possono " ul1abbastanza raccomandare', e tanto PJ 1 'elio tali orecchi venendo gittati o fu sl 1particolari officine, cosisi dà loro la I® 1ma voluta. Ma chi fabbrica ed ucq 01 * 1 ®

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