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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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orecchi e vomeri (1 ; fen - 0 f US0; guardi che il vomere si presemi e la Macchi per

^lentamente che tutti i fori e le madre- disotto orizzontalmente; dappoiché se laviti siano perfettamente eguali, sicché una recidesse il vomere sarei) e costretto d.v >le possa andare dovunque, ed uoa sola spezzarla con qualche perdita < 1 forza,chiave serva egualmente per aprirle e Quindi negli aratri 31 un orecc uo sa o ^serrarle tutte. Ciò sembrerà ridicolo av- coltello divide metà de a poica, e 'venire, e pure non lo è : e la pratica ce mere, isolandone una fella dal resto cne ha pur troppo offerto diversi eserapii. campo sodo, fa che questa si a zi 1 eiaRavvi però una circostanza in cui sulla superficie dell orecchio, e ven 0 a a -1 o'^ggionsì preferire agli orecchi di ferro tempo rovesciata ; ed all’incontro, ne a-f J«elli di legno ; e questa si è quella in ratro a due orecchi , la porca, divisa oaicui devesi lavorare in terreni assai umidi coltello in rlue parti,e staccata ìnlieramen-ed argillosi. Siffatti orecchilo disse pure te dal vomere,si alza metà per parte lungoD omhade (Annaks de Rodile, i due orecchi, e si rovescia a, due lat.. _

T -I>P- .71), permettono ched terreni La forma del coHello vana, per cu.

tenaci scivolino meglio e meno si attac- talora esso è diritto, c tal altra cu.ro oehino sulla ghisa ■ quindi eglino fanno all’ indietro, o, e piu spesso, all mmm-rlsparmiare assai di forza motrice. Perciò, zi a guisa di falcinola : negli aratri ad unhannovi di cosiffatti terreni argillosi, orecchio si fanno pure de, colte», conn °i raccomandiamo agli agricoltori di ave- manico piegato a gomito. , a . -

! 6 1 lf >ro aratri quando muniti di orecchi «nula, dice il pnA. Leclerc Thottm (Mou-

Shisa e quando di legno, e cosi usare rust. du XIX siede , J . I, pag- «7 3 h

deglicostanze.

Era

Del collello.

p‘° ar atri quauuu .

Jj. a e quando di legno, e cosi usare rust. du aiji .

o Uni e degli altri a norma delle cir- sembra avere particolari vantaggi.

coltello concavo dà all’ aratro una leg-

jgiera tendenza ad entrare più innanzi nelsuolo, e compensa in parte l’azione delle,tirelle che tendono a sollevarlo; rendejpiù agevole la estrazione delle radici edelle pietre, le quali da un -coltello dirit-to o convesso verrebbero soltanto spinteinnanzi o sollevate di più ; diminuisce conmaggior, efficacia V aderenza delle parli(Costituenti del suolo; opera la sua po-tenza di basso ili alto obbliquamenle; ed| incomincia, in qualche modo, il lavoro delvomere che viene dopo di lui. Ottiensijperò lo stesso scopo anche con un collellodiritto, quando sia inclinato più o me-no verso la cima della bure. E diffatti, ilnostro Lambrusclùni , nella Memoriache riportammo disopra, vorrebbe pureche meglio riuscisse tal forma, lo cheinfalto dev’ essere subito che si voglia' recidere il terreno d’alto in basso, co-

’ecìder ''^ C !° coltello si è quello di me molti agronomi consigliano, e none v ducalmente la porca, e prima di basso in alto, come vuole il professore

sconosciuto ai Romani, pagi-na 252, §. 40. —Dev’essere di-scretamente grosso e lungo, ivi;

— alle volte ve ne sono due etre, ivi; — invece di coltello gliInglesi vi mettono un taglia-zol-le, lo che è assai vantaggioso inalcune circostanze, iVi,§. 44- —

Il Désiré pose due coltelli curvie mollo taglienti, anche alf e-stremita deU’orecchio, p. 251,§■ 110 -Nelle terre tenacissi-

me, quali, per esempio,nei con-torni di 11antava, non sarebberoquesti due coltelli assai utili perdividere la terra? noi crediamoche sì.

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