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§. 3 g. In generale però pnò dividersiin due classi, cioè ora a triangolo o sia aferro di lancia più e meno allungata, eper conseguenza a due ali, ed ora col latosinistro retto e col lato destro ad ala ta-gliente (pag. 25 o, §. 54) o sia ad un’alasola. Il vomere a due ali si adatta negliaratri a doppio revesciatoio e 1’ altro agliaratri con un solo orecchio. Negli aratridestinali ai terreni sassosi, e negli aratria gira-orecchio da rincalzare, il vomereè appuntito, o sia a triangolo isoscele, enei terreni argillosi o compatti ha la for-ma di un triangolo equilatero, bene av-vertendo che negli aratri ad un orecchioil maggior lato dell 1 angolo retto segue asinistra la direzione del corpo dell’aratro,e l" ipotenusa allontanandosi a destra, hauna larghezza eguale a quella che deveavere il fondo del solco; e deve istaccareorizzontalmente la porca.
Il così detto mezzo-vomere , ècattivo; quello a forma di conoè buono,perchè dispone a sbri-ciolarsi la terra che non rovescia,pag. a 5 i, §. 55 . — II vomerestretto è migliore, ma esige mag-giori avvertenze, ivi , §. 36 ; —il vomere tagliente è buono nel-le terre sassose, ivi , §. 3 ^ ; —il vomere uncinato o biforcutoè cattivo, ivi , §. 58 .
Affinchè l’ aratro non esca di tèrra,bisogna che il taglio del vomere sia sem-pre esattamente sul piano della faccia in-feriore ; e qui notandosi che l’ ufficio delvomere non è solamente quello di fenderla terra unitamente al coltello, ma sì bened’incominciare ad alzarla coadiuvandocosì alla funzione dell’ orecchio ; avverti-remo pure che, in generale, la formadeve prestarsi a tale interessantissimoscopo.
La larghezza del vomere è pur ra-
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ria, essa deve essere relativa alla grande 1 'za dell’ orecchio od orecchi. In generatedeve essere alquanto più grande del dea'tale e della bure, pag. a 55 , §. 55 .
La sua lunghezza ordinariamen* eè di 12 a 14 pollici. In qualche lu 0 ? 0poi se ne prolunga la punta di 3 a ®pollici, allo scopo, dicesi, di allontanare 1sassi nei terreni ove si trovano (1): ma seni'bra che questo non sia necessario ed a 0* 1che sia da evitarsi, perchè essa aumen 19la forza di resistenza, la quale devesi vi* 1 'cere. In qualche luogo la punta invee®di essere nella direzione del timone si al'lontana a sinistra di 2 a 4 pollici, ma eanche questo un difetto da evitarsi,masssiraa parte dei casi, perchè aumeO* 9la resistenza.
Il vomere usuale od antico, cons* 9di due parti ben distinte, cioè 1" ala o ^ali ed il manico, detto anche tallone , do 1 ''eia od astuccio : quelle servono a fend®'re il terreno, e questo serve ad attaccai'! 9al ceppo con chiavarde e viti.
Da circa 25 anni si conobbe (2) ite 9pnrticolar forma -di vomere detto ante r 1 'cono , il quale è privo d’astuccio, e si 3 Pplica alla parte anteriore ed inferiore d^'l’aratro col mezzo di alcune chiavarde (t\Tav. XXXI, fig. 3 del Sappi.), ma eó' 1è soltanto da pochi anni che se nela pratica. Noi non lo sapremmo abbasta 11 'za raccomandare, perchè assolutameliè una modificazione di grande importati* 9-e forse il più incontrastato migliorante 11to che da molto tempo a questa p i,rf *siasi portato all’ aratro. Codesto vo' nefl .è semplice, solido ed economico oltre oS**'
(1) Tal forma Hi punta vedesi n c '* ^ratto americano che il distinto e so
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agronomo Tinelli diffonde nel Regnobardo Veneto . * 0
(2) Egli si fu nell’anno 1821 c M ef ;si vide al Conservatorio d’arti e nieS,I c0 -iu Paridi : però il primo che venissi«Muto iu Trancia.
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