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in un suolo omogeneo e consistente colfacilitare grandemente 1’ azione del vo-mere e dell’ orecchio ; ma, in una terramolto sassosa, esso viene trattenuto dallepietre che non può tagliare ne smuovere,®d in tal caso 1’ aratro stesso viene fre-quentemente spinto fuori del solco ; per0"i il solo mezzo di rimediarvi e di to-gliere il coltello. In un suolo sabbiosos enza consistenza, massimamente quando
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cotica erbosa è già stata tagliala da un
Precedente lavoro, il coltello offre unaresistenza pello, sfregamento delle sue duefaccia nella sabbia che tosto dopochiude 5 e reca poco o nessun aiuto al-1 azione del vomere, il quale ( tanto piùSe forma un cuneo acuto ) per la po-chissima consistenza del suolo vi penetraagevolmente, e rialza la terra con pocaresistenza-, ed anche in questo caso mi-glior espediente si è quello di togliere ilcoltello. Fra i due casi estremi, quellocioè in cui il coltello è inutile o nocivo,c quello in cui la sua azione è importantee d essenzialmente utile, trovasi però unas erie di terreni e di circostanze, nei qual!’ utilità del coltello cresce a grado a gra-do , e perciò dovrassi in quella medesimaProporzione impiegare gradatamente piviProfondo in terra.
Dietro questi principii adunque, con-tinua il conte Sàmbuy , non si farà uso dicoltello nei terreni sassosi ed arenosi, edIn quelli sciolti e già polverizzati da pre-cedentv lavori. "Vorrebbe egli che se neimpiegasse per t u ua la profondità del la-voro nei sunti tenacissimi ed omoge-nei (Q, e se ne diminuisce la profondità
, (>) Però si noli, dice Sambuy , clic la.esistenza offerì» dal coltello non è soloUv proporzione dell» profondità, in» in una 1 ;proporzione assai maggiore (alcuni preten-dilo che sia m,». : OD ' •
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collo scemarsi la tenacità del suolo o col-P incontrarvisi dei ciottoli o radici di tri-foglio, medica e simili. Si noli però chenella maggior parte delle circostanze ilcoltello deve fendere la terra sino alla me-tà della fetta da rivoltarsi, come appuntoosservava il celebre Dombasle. Quindiper poco che vi ponga mente un bifolcodiscretamente abile, non istarà molto adimparare a regolare la profondità cui con-viene adoprare il coltello ed a variarlacol variare le circostanze: in poco tempola sua pratica varrà meglio di qualunquenn-1 precetto.
Quando trattasi di dissodare, o dirompere alcuni campi, i quali conten-gano molte e forti radici, in luogo diun coltello se ne pongono talora due edanche tre, dando loro progressivamenteminore inclinazione, cominciando da quel-lo che è più vicino al vomere. In alcunicasi ( come, per esempio, nella cinefaùo-ne) si sostituisce per le arature poco pro-fonde, un disco di metallo tagliente allacirconferenza, e che gira sul proprio assecome una ruota.
Agevolmente poi si comprende chei coltelli devono avere una solidità pro-porzionata alla resistenza che presentaciascuna -specie di terreno. Raccoman-dossi pure ed a ragione, d’inacciajareil loro taglio, e siccome provano grandesfregamento , così F inacciajatura devespesso rinnovarsi.
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sia come iN
quadrali (ielle pro-..v segue convenire spesso di la-sciare un intervallo fra la punta del coltelloe d il piano per cui opera e passa il come-
Del vomere.
Forma. La forma del vomere variaall’ infinito, secondo che appartiene adaratri che servono adusi differenti,p. s 5 i,
re, essendo minore lo sforzo di quest’ulti-mo a vincere la coessione di quella por-ione di terra non tagliala, che non 1’au-mento di resistenza portato dalla maggiorprofondità del coltello.