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nendo che fosse applicata la forza motri-ce nella direzione conveniente, l’istru-niento procedesse sempre parallelamen-te a sè stesso, senza aver nessuna ten-denza a deviare dalla sua direzione. Unatal questione non è nuova; anzi dessa èstata più volle discussa da varii agrono-mi, e vedemmo poco sopra, quel che inproposito, e crediamo meglio di ogni al-tro, ne dice il nostro Lambruschini. £appunto perchè 1’ argomento attuale èstato in varii modi discusso, Ridolfi ,figlio, crede che ben poco possa aggiun-gersi speculativamente rapporto ad esso,poiché i vantaggi da un lato che quest’in-novazione presenta, e dall’altro le dilìi-coltà che ne accompagnano la realizzazio-ne sono stati tulli enumerati, e primoIra i vantaggi si è detto quello della egualdistribuzione della fatica fra i due animaliche s’impiegano a trascinare l’istrumen-to, prima fra le difficoltà si è indicata.laconseguenza che avrebbe portata quellainnovazione di far che 1’ animale che nel-1’ attuai disposizione delle cose camminacol solco precedentemente aperto venissea ricalcare il suolo già smosso. Pare quin-di che nuli’ altro resti a fare su tal pro-posito che stridii esperimentali da chi ab-bia la fiducia che questi possano condur-re a qualche felice risultalo. Il che è cer-jto mollo dubbioso ; perchè, come si ri-medierà all’ inconveniente sopra accen-nalo, inconveniente tale da far dimenti-care qualunque siasi vantaggio ?
Ciò che interessa è di poter variarecon prontezza e facilità la direzione dellacima del tiro sì verticalmente che oriz-zontalmente.
II regolatore varia di forma, spe-cialmente negli aratri semplici : e quindiora è invariabilmente stabilito alla lestadel timone, e ora fa parte anche dellaparte posteriore o coda del timone stesso.
Alcuni vi hanno per regolatore unasse lunga Saio pollici infissa orizzon-
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talmente ed a squarra alla testa del li® 0 'ne e sporgente più a destra che a sinistra-Quest’ asse ha fori entro ai quali vi 51passa una chiavarda, la cui punta a v’d*s’annoda alla madrevite, e la cui testa emunita di uncino. Si rileva che col p° rrela chiavarda in uno dei fori più o mef 0lontani del timone e col tenerla più 0meno alta, si ottiene 1’ effetto desiderai 0.
Uno dei regolatori semplici, ed oh 1 'inamente adottato anche da Dombasl^iconsiste in una spranga, ossia in un pezz°di ferro foggiato a squarta, il cui bracci 0maggiore entra verticalmente in una beO eadatta mortisa, ed è forato da parecch 1pertugi, i quali permettono che si pos safissare detta spranga ad un’ altezza volutacol mezzo di una chiavarda, la quale p e 'netraudo iu uno di essi passa attraversola mortisa stessa. L’altro braccio si dirig eorizzontalmente ed è dentato (motivo p elcui in alcuni luoghi il regolatore dice* 1pettine) : questo braccio talora è fi» s °e talora può girare a destra o a sinistra*tenore delle circostanze.
Fra tutti i mezzi suggeriti, in 1°'ghilterra si loda, e generalmente si adott*’una testata a denti, o sia una specie ‘hstaffa di ferro a sega dentala,' posta ah 3cima del timone dell’ aratro : staffa che >°alcuni aratri è fissa ed in altri girevole*Nella testala fissa ponesi fra i denti 011anello con uncino, il quale serve ad ah'bassare o ad alzare i bilancini ed il tiuion e >secondo che si osano cavalli o bovi-testala girevole è migliore perchè Iasc®che si cangi il punto ove attaccatisi ghanimali nel "verso orizzontale ed anco ° everticale. La staffa è verticale, come > ,e ^testata fissa ; ma le braccia su cui appugg 1 * 1 !invece di esser fissate al timone, esse '*si uniscono con una chiavarda, int° rnJalla quale, come pernio, possono g 11 " 3 'orizzontalmente. Una piastra orizzontae fissata alla cima del timone, ed un’ah 1chiavarda che attraversa questa, c