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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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diva che si potesse conservare 1’ aratro inun piano orizzontale, qualunque si fosseT inclinazione e l’inuguaglianza del suolo.

Riparò Grange a tale inconvenien-te costruendo lo scannello nel modo cherappresenta la JIg. 3’ Descriveremo l’ara-tro con queste modificazioni quale vedesidisegnato di fianco aeWaJig. 2 , e di tra-verso neila fig. i. Il carreggiato si vedepure per disopra nella jìg. 4- Le stesselettere indicano i medesimi oggetti in tut-te le figure.

Il pezzo Q / fissato sulla sala dellacarreggiata è rilevato nel mezzo, e scendeai due lati formando in tal modo due pia-ni inclinati che dal mezzo della carreg-giala discendono verso le ruote ; su que-sto pezzo poggia lo scannello O, la parteinferiore del quale termina anch’essa condue piani inclinati, ma in senso'inverso,cosicché i due pezzi Q e O’ sovrapposti1’ uno all’ altro, quando gli altri loro latiesterni sono tulli e due orizzontali, cioèparalleli, non si uniscono che in una solalinea che è il verticale di ambo gli angoliformali dai piani inclinati ; lo scannellotiene due ritti C e C' paralleli fra loro.Lo scannello Q è legato al pezzo Q'con una chiavarda di ferro che gli per-mette d’ inclinarsi a destra o a sinistra :lo si mantiene al grado di inclinazioneche si vuole con piuoli conficcati neifori della piastra regolatrice H. Il timo-ne M ha tale grossezza da passare frai due ritti, ed acciò vi stia più fermolo si assicura con una bietta e. Duecatene uniscono la carreggiata col limo-ne. Una prima leva B B prende il suopunto d’ appoggio sopra 1’ uncino g eserve a sostenere i cosciali quando glianimali non tirano : allora una coreggiala fissa all’altezza conveniente-, si può chia-marla la leva dei cruciali.

Un’ altra leva P, O prende il suopunto <1’ appoggio fra la cima dei rittisulla traversa O : serve questa a solleva-

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re la parte anteriore del timone, e qua 1 'di a far che l’aratro più non morda ilterreno, e serve nel caso d’ una aceiden-tale resistenza eccessiva o dopo finito >1lavoro ; la sua cima P entra nel ganci 1 ’U, e 1’ aratro cammina allora senza fati 03strisciando soltanto sul tallone del ceppo’la leva P, O può dirsi leva di riposo.

Finalmente, una terza leva E F £Iappoggia al disotto della sala ; la sua cii» aanteriore passa nell’ anello n e la poste'riore viene abbracciata dalla catena D Etche si allunga a volontà e trasmette la pres-sione sulla stiva I e di là sul tallone delceppo ; è questa il pigiatore o levapressione.

Studiando questo meccanismo,coW'prendesi facilmente in quale maniera siadistribuita ed applicata nei punti conve-nienti la forza degli animali durante ^lavoro, e come questa medesima forza sup-plisca all’ azione del bifolco. Tutto questomeccanismo opera colla maggiore facilitae si può dire che gli animali regolano econducono l’aratro , e ciò mediante l’ap-plicazione di un sistema di leve del tuttonuovo, il cui effetto si è quello di ripor-tare sul corpo dell’aratro gran partequella pressione che agiva sulla carreg-giata in tutti gli aratri adoperati fin ogg 1 ’sicché quanto alla forza dell’attiraglio l’a-ratro di Grange può a un dipresso para-gonarsi a quella degli aratri senza carreg-giata nei quali non vi è nessuna pressio-ne sulla parte anteriore della freccia.

In qual modo agisca poi la l eV3EF a premere sul ceppo, si conoscerà d 1leggeri osservando che, la linea del t |f0essendo bassa, la furza degli animali l eB "de a sollevare i cosciali e con essi la citf aF della leva, la quale perciò preme c°°maggior forza con l’altra cima E sull 3catena D, e quindi sulla stiva I ; e si fi*il bell’ effetto che quanto più cresce 1 aresistenza, più la forza tende ad alzarecosciali ed accresce con ciò la pressio° e ’