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tendo questo rinnovarsi ogni anno ; men-tre la vangatura non venendo eseguita cheogni quattro anni atteso 1’ enorme spesache suole arrecare, non può certamentemantenere il suo benefico influsso sullavegetazione per lutto questo spazio ditempo.
A questi cenni si aggiunse un dise-gno che rappresenta il coltro-31 achei( fig . 5 ) e la parte posteriore del mede-simo (fin. 6 ); ed altiesi il coltro-Ri-doìjì ( Jig . 7 ), e la sua parte posterioreU'S- 8 )•
ARATRO SAMBUY. ( Vedi Tav. VI,Jìg, 6 del Supplunenlo ).
Volendomi provare, die’egli, di com-porre un aratro che fosse scevro dei di-fetti eh’ io ravvisava in altri, pensai dap-prima a modellare un’ elicoide più allun-gata, facendo l’asse del cilindro lungouna volta e mezza il suo diametro. Ciòottenuto, foggiai il vomere a guisa di cu-neo acuto, si che agevolmente tagliasse lafetta di terra, e cominciasse a sollevarlainsensibilmente, ma non tanto da accre-scere smisuratamente Cai trito per la trop-pa sua superficie. Per pareggiare la curvadell’ orecchio col piano inclinato del vo-mere, volli ingegnarmi di farlo nel modoche mi sembrava più vantaggioso, nonprendendo per guida la forma o il con-gegnameuto di qualunque altro aratroesistente. M’avvidi non essere necessariodi tagliare una così gran parte dell’orec-chio per far luogo al petto, e bastare diadeguare con un piccolo segmento di cur-va 1 ’ angolo formato dall’unione di quelledue superficie, affinchè la terra, nel com-piere la sua rotazione non incontri verunintoppo. Egli è vero che 1’ orecchio in sèriesce più lungo, ma oltre al darmi il van-taggio di una curva uniforme, non inter-rotta, più placida, la soppressione del petto
Questo ' •-—&"• " riuscire il sistema dell’orecchio e vo-
utiljt-, vi a o§‘ un g a , che una grande: mere più corto, lalmentechènell’aratro Ri-sce a lavoro col coltro, po-doljì la lunghezza dalla punta del vomere
ARA
aita al profime, e per conseguenza all’ in-s ‘ erae dello strumento. Tutti questi foricosì vicini fia loro indeboliscono la bure,e ne facilitano la rottura. 11 sig. marcheseRidolfi ha col solo maschio tenuto insie-me l’ orecchio, il tirante ed il coltello,trivellando assai meno la sostanza del le-lgno. Finalmente il regolatore è stato da^ u ' assicuralo alla bure in modo più solì—« vi ha fatto otto fori, onde possa ilb >fulco regolare più facilmente il lavoro,^perocché nel modo stesso che 1’ altac-cave il regolatore con un laccio un pocopiù lungo o un poco più corto determinalu gran parte la profondità del lavoro ;c °sì nell attaccare quel laccio piuttosto adUQ foro ( si noti che il regolatore è disPosto orizzontalmente ) che ad uu altrodipende il poter prendere una riga più o
meno larga, e il mantenersi nella volutadirezione.
Migliorato il coltro-Machet pestali
cangiamenti, il sig. marchese Ridoljì nondubita, anzi è intimamente convinto, che
esso renda tutti i servigi della vanga conquella :
statiienVati:*ein
incontrastabile utilità che manife-
Va «galur a
^ può derivare dal risparmio della
a, e dalla prontezza del lavoro a
Po opportuno. Imperocché esso fendeU tén—-- ■■
fello,
nosono
ll; ra dici dellingn
ed
reno profondamente, lo rivolge af-
e induce, o distrugge io più o me-
l etnpo nel campo quelle giaciture, che
n mutili, o dannose. Esso mette a nudo
e erbe, che così periscono ed
■‘Scassano il suolo ; discopre la gramigna
!! j bul bi di altre piante dannose, cui il
dno può raccogliere, e liberare il camPo ,]- - °
co n
esse e da tutto ciò che l’ingombra,
te - L
vanto
;io sommo delle future raccol-
Col
Piante nate in un terreno lavorato
coltro
stendono le loro radici, e sibongom, al coperto degli effetti di siccitàestate, nun meno di quello facciano
dell
in
fu
. - ~' la^touv.
erreno lavorato colla vanga. A tut