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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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a once i a 5 ), la solleva quindi, e col-l’ala sua divergentissima la getta lungi ab-bastanza nerchè più non occorra altra fa-tica a rimuoverla.

Noi non dubitiamo punto che la suautilità per aprir rigagni di adacquamentonei prati non lo faccia ricercare dai col-tivatoli italiani.

ARATRO A VAPORE, pag. 289,

§• *95.

ARATRO SENZA NOMERÒ DICIIATEAUTIEUX, pag. 289,8. i 9 5 ,e Tav. XXil./g-. 6, del testo.

ARATRO A DDE VOMERI, p. 286,§• , 7 / t-

Posizione che devono avere, p. 288,§.188.

ARATRO DI VIRGILIO, pag. 2 55 ,§. 6G a y 5 .

E comodissimo, pag. 258 , §. 76.CAPO QUARTO

Modo di condurre l’ aratro.

Noi desumeremo dall’ eccellentes 4 lmanach dn bon coltivateur del cele-bre Dombasle i seguenti giudiziosi pre-cetti, di cui non potremmo trovare la mi-glior guida per l’uso dell’ aratro sempli-ce, permettendosi solo qualche variazioneove il bisogno ce lo additi.

Al bifolco che conduce 1 ’ aratrosemplice occorre così spesso di dover sol-levare le stive 0 stegole, come di premer-vi sopra: egli deve dunque collocarsi inatto di poter làcilmenle eseguire quest 1due moti, che, del resto, per chi maneg-gia a do\ere questo strumento, riuscirdevono sempre moderati e di poco sfor-zo: deve camminare nel solco, ritto dellapersona e non curvo iunanzi, stringendole stive, se saranno due, con la palma dasotto, e il pugno da canto, e non già so-pra, come fa chi guida un aratro a caval-lo. L’ aratro semplice sprofondasi quando

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si sollevano le stive, esce dal suolo e ^taglia più a fiore secondo che sullesiine si preme, tutto all’ opposto di <l Lieche accade nell'aratro a carreggiato. Q u3l \do si vuol far più larga la fetta, inoli* 11 * 61leggiermente l'aratro a destra, e vice'’ eis:1a sinistra, quando lo si vuol restringe* 8 ;

L’ aratro esser deve assettato in g l "sa da camminare regolarmente solo, cl ° esenza uopo di toccarne le stive, e seilM 11do sempre la stessa profondità e luigi* 1 '*za di solco. Chi non ne ha per anco ^pratica, deve abbandonarlo qualche i>W nte a sè stesso, vale a dire per un ir 01 ^di io o 20 passi, supposto un suolo n nlto senza pietre: se in questa prova l’aral 10s’ interna troppo o tende a uscir di tei' 13 ’se cresce o scema sensibilmente la largii 8 *,za del taglio, è certo che 1’ aratro non ebene aggiustato; e perchè da questo 1,5setto dipende essenzialmente la regol 3 * 8marcia dell'istrumenlo, non si vuol trasf 0dar nulla per riuscire ad ottenerlo pi' eC ‘so. Non si può troppo insistere su q uesl . Javviso per la cui negligenza in fatti t 1 ^ 1rono tanti esperimenti tentati coll’ a nltlsemplice, impossibile essendo un lavo*tollerabile còn un aratro male aggiustai 0 ’Perciò il bifolco non deve ostinarsi a p |0seguire il suo lavoro quando, ad otte 11 ^.il taglio convenevole, è costretto a fa recontinuo qualche sforzo, o premendo s°

di

le stive, o sollevandole, o piegandostrumento a destra o a sinistra. Il rnegallora è di arrestarsi incontanente e 01,11giare, secondo il bisogno, 1’ aggiustarne 11to del regolatore. Trovato il vero pu°*°d’aggiustamento, è tolto "nò dif e >ogni ostacolo al regolare pr1 aratro. L’

Ilo

si puòrecedere deh

uomo un po’ esercitato n c °,nosce a prima vista quel che occorrefare al regolatore per correggere I 0 10 ^marcia delì’istrumento; l’inesperto P elvi dà principio a tentoni, ma 1’ atten zl °e la perseveranza rendono tosto 1’ ° cCe la mano sicuri.