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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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ARA

L’aratro si aggiusta mediante il icgolatore, il quale oggidì si costruisce di,lna forma così semplice da rendere inuli-inughe spiegazioni. A noi basti sog-giungere cbe a voler sprofondare il la-toro o si attacca più alla sul regolatore laosteria del tiro, ed all’ opposto per ren-derlo più superficiale, la si abbassa, ov-tero si alza a si abbassa la spranga deltegolatore stesso, quando sia in guisaimposto da permettere notai variazione ',a d aumentare la larghezza del taglio, siStanza a destra il punto d 1 attacco, e cosia sinistra per diminuirla.

Talvolta ancora, esaurite le coccheod regolatore, uopo è ricorrere ad altriorezzi pel più esatto regolamento dell’ a-la tiy-, ed allora si allungano o si raccorcia-n o le'tirelle degli animali, onde ottenerepiù profondo o più superficiale il lavoro.

. AU '>rclìè lavorasi con buoi aggio-g al b questi si attaccano mediante un bre-ve timone, che per una estremità entra“eli anello pendente sotto il giogo e vi sifissa con una cavicchia di ferro; e all’ al-ba estremità porta la catena di tiro chetei mina neli mirino del regolatore.

La larghezza del solco può tutta-V'a variare-ancora secondo hi forma del

Vomere e la disposizione del coltro: pe-lQ è da por niente che il v omero commi-fi 11 ® rinnovato e rincalzato, non riescapunto diverso da quel di prima. In quan-to al coltello poi, la positura della punta•‘“porla assai per la lunghezza del solco :•1 coltello, il men che sia forzato in guisa'die la sua punta penda a destra o a sinistrapiù del dovere, cangia allatto la marciadell aratro. La regola a questo riguardo si® che la punta del coltello deve trovarsid'I 3 ^ mdlimetri ( 2 punti ) in fuori*" a Lvcia sinistra del corpo dell’aratro,Pcirhà il coltello morda cosi un po’più

1 ' ella che non se fosse posto nel pianos ‘esso della faccia. Siccome poi quantoP‘u il coltro internasi nel suolo, tanto vi

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fa più largo squarcio l’aratro, perciò, sen-za toccar punto il regolatore, si può ri-stringere il solco, alzando alquanto il col-tello. Del resto la punta del coltello ge-neralmente non deve scendere a più chemezza profondità del solco : caccialo piùprofondo, massime in un suolo duro epietroso, non fa che rendere stentato illavoro ; anzi nei suoli sillàtti, la punta delcoltello entrar non deve più profonda diIre o quattro centimetri ; e nei suoli moltosassod è meglio ancora toglierlo affatto ;il lavoro riesce men pulito, ma nou menbuono.

La miglior mula per questa specied’ aratro è un sol paio di bestie attaccatedi fronte e condotte dallo stesso uomo chetiene la mano alla stiva. 11 bifolco, per gui-dare a filo Pai-atro, deve tener fisso losguardo tramezzo alle teste degli animali,su di un obhielto lontano, come un albero,una casa od un bastone piantalo a questofine alla estremità .vi campo : per tal mo-do.egli può tirar solchi in perfetta dirit-tura. Su di un suolo assai compatto sipossono attaccar ire od anche quattro be-stie, ma allora è necessario un secondouomo a condurre la muta, e resta pres-soché impossibile P arar dritto, perchè ilmanovale che va di costa alla muta nonpuò giudicare della direzione come il bi-folco, il quale guidando Paratro, prende,come si è detto la mira : e difficilmentesi veggono «olchi diritti, fuori dei contadiove la mula è.condotta dallo sle.sso uomoche ha la inailo alla stiva. Nei suoli tena-ci, in tempo umido, è spesso ulilissimoattaccar gli animali alla fila, sì che tirinotutti pel solco.

In alcuni casi particolari, per esem-pio, ripiantandosi il colza nel solco e die-tro P aratro, per evitare che gli animalinel ritorno non guastino le piantine, siattaccano sulla stessa fila e si fanno cam-minare sul lembo sodo del solco, accon-ciando opporlunameute il regolatore.