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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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ARATRARE. (Agric.).

Con questo vocabolo usato da Pli-nio (lib. XVM,cap. 20 ) e derivato dalvocabolo aratro , intendesi il lavoro pertraverso e non lungo le porche.

ARAUCARIA ; volg. Pino del Chili.

Che cosa sia.

Genere di piante conifere, le qualioffrono due specie che rese indigene franoi sembra che possano tornare utilissi-me alla economia domestica ed alle artiindustriali.

Classificazione.

Quei botanici che tengono 1’ arau-caria per un genere dioico, lo collocanonella classe XXII (dioecia), ordine 1(monogenia) , e gli altri nella classe XXI(monoecia) : spetta poi alla famiglia na-turale delle conifere , la più prossima aquella dei pini.

Caratteri generici.

Amenti maschi disposti come in uncapo di dissacus ; molte squame o fi-lamenti slargali alla estremità, carichi aidue lati di numerose antere allungate eparallele. Nei fiori femmine gli ovarii so-no disposti in gran numero sopra ungrosso cono ovale; seme racchiuso inuna capsula ; anche per ciò che risguar-ai caratteri specifici.

Enumerazione delle specie.

Glistudii dei botanici Molina , Rad-di, Ridolfi , Savi , che esaminarono siffattepiante vive, e quelli dei botanici Jussieu ,Lambert, Alton, Sprengel ed alil i, che levidero negli eibarii,. non valgono ancoraa chiarire l’argomento. Perciò saremo scu-sati se noi c’ ingegneremo di escirne allameglio, valendosi intieramente della dot-tissima disquisizione che in tale propositoavvenne al congresso degli scienziati italia-ni in Firenze (Vedi Atti relativi, p. 4^9e seg., e pag. 783): disquisizioni d’altron-de superiori a quanto si è fatto fin qui.

ARA

A. BRASILIANA, Lamb. — A.ridol-fiana ? Savi. — Columbea angustfolA tBerlolani.

Caratteri specìfici.

Fiori maschi disposti in ameDti g e 'minati, cilindrici, leggermente incurvi,lunghi metri o, 017, grossi metri o, oi3>situati all’ estremità dei rami formatimolte squame, imbricate attorno ad u°asse legnoso, lunghe metri o, 004, i°^ e “dormente sottili e superiormente dilatatein espansione coriacea, romboidea, co0l’apice ripiegato in alto ; antere dieci»unicolari, allungate, disposte in due serie»alla base della dilatazione anzidetta ; p°l'line pulverulento e giallo.

Amenti femminei terminali, mund 1al disotto di un largo collare di foglie. In-cominciano a formarsi nel novembre »nella quale epoca sono strettamente aV'volti nelle foglie florali ; nel febbraio p ef1’ aprirsi di queste si rendono visibili, co-me capolini della grossezza di una noC'ciola, formati da un’ immensa - quanti* 3di piccole brattee acuminate, verdi, rivol-te in basso e strette ipsieme. Essi son°formati di un gran numero di brattaper la massima parte sterili (1), spatola!®»depresse e terminate da una cuspide and'pito-lanceolata, ripiegata in basso ad un-cino, per cui la superficie di quelli app 3 'risce ispida di punte uncinate.

Anima dell’ amento sessile, ovale»allungata ( lunga metri o,o45, larga me-tri 0,024 )» formata da due sostanze nn aperiferiale, tenera, parenchimatosa, gros* 3millimetri 3 ; l’altra centrale, solida, <J u3si legnosa, grossa metri 0,0 *7.

(1) Le brattee fertili occupano ordii » 3riamente la parte mediana dell’amentosono alquanto più taighe dette brattee s * 3riti. Inoltre esse hanno un rigonfio nelzo interiore della loro faccia superiore, dgonfio il quale ha il suo contorno ova^Je il suo maggiore diametro coincide con ^linea mediana longitudinale della bralt e *detto rigonfio è prodotto dal pistillo-