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A TR
Atragena siberìna. Tol. "VI ? p*Coltivazione ; usi, pag- ^07.brattile, nome volgare del Chen-Irofillo a fiorì gialli. V • «juestovocabolo (Suppl.).
AtratfiU(ie. (Giardin. ed OrUc .). wChe
cosa sia e classificazione,
Pag. 507.
~— cancellata. ”
“ gommifera. M
Coltivazione, ivi.
AtricapiUa. (Ondi.). ”
Atriplìce. (Giardin.J. "
Che cosa sia e classificazione,
pag. 5o8.
' —alinio. ”
' — astato. ”
' bianco. ”
' ortense. ”
portellanoide. ”
• silvestre. (Bot .), ved. Che-nopodio purpureo.
Coltivatone; usi, pag. 5og.
ATRIPLICEE. (Bot).
Famiglia naturale di piante stabilito•ia «tarsiea, e che corrisponde alle che-n °podiee di JDe-Candolle. (G ed. questovocabolo in SuppUmento.)
. ATROFIA , detta Gracilità , Rachi-tide ed auche Macilenza^ Gattine ( uscitaln )i e Covetta. ( Pat. animi).
Che cosa sia.
Malattìa , propria dei bacili da seta,cond.,lente in una lentezza notabile delloSv >bippo del corpo, per cui gl’ individuiaffetti rimangono di molto più corti eP'u soni); dei loro coetanei :
(estasi p e r p, ,,;ù a ] t ein po
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muta.
essa mani-delia prima
siv-i 111 a t JU ° svilupparsi anche succesolenti
le.
Caratteri
patognomonici.
'-■oipo di colore giallastro, con laes (remità acuta ; dimagratone; pelle fu® 0Sa e di un aspetto irsuto; piedi piccoli,
A T R 3yj
5 o 7 ,lunghi, adunchi e sottili; appetito nul-lo ; languore estremo.
Cause.
Da due cause può essa procedere.Da alterazione dei germi, per mala fab-bricazione e conservazione, o per difet-tosa covatura delle ova. E perciò se lastanza ove si mettono le farfalle a nasce-re , o dove sì conservano le uova ètroppo fredda, od umida ; se la sementesi tenne di troppo ammucchiata, e privadell’ accesso dell’aria, per cui siasi riscal-dala, e quindi abbia soggiaciuto ad unaanche lieve fermentazione ; se il distacca-mento dei pannolini si fece con qualcheforza ; se la preparazione della semenzasi è fatta nell’acqua e nel vino, come in-segnava il Dandolo ed altri dopo di lui ;ese la temperatura era bassa di molti gradiallorquando i bachi stavano per nascere, opoco dopo che erano nati, tutle questecircostanze influiscono ad ammalare i ba-chi per atrofia. L’ altra causa dipendedall’essere stati i bachi appena nati dispo-sti e mantenuti troppo fitti sui graticci,per cui sia riescito impossibile che tuttigiungessero a cibarsi di egual dose difoglia.
Cu ra.
Si ovvia alla prima causa usandole debite cure e precauzioni nel formaree tenere durante la state e 1’ inverno lasemenza ; ma quando essa si sviluppò,i bachi son nati, siccome dipende daimperfetta organizzazione, così la malattiaè di sua natura incurabile e terminain labe.
Quando poi 1’ atrofia venne in se-guito alla seconda causa, allora è suscet-tibile più o meno di cura a tenore anchedel temperamento individuale. In tal caso,si dovranno separare i bachi attaccati dallamalattia da quelli che si mostrano sani,e si dovranno reggere con scelto cibo,con somma mondezza e col corredo dellarestanti, analoghe e migliori care. Però