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così insieme un gran numero di cavai!!,giacché di questi guinzagli se ne trovanoin tutti i luoghi, ove si fa qualche com-mercio di cavalli.
I cavalli abbandonati nei pascolinon chiusi, sono quasi sempre incape-strali, o con una corda attaccata ad un!piede davanti e ad un piede di dietrodall’ altro lato, ovvero ad un piede da-vanti e<l alla cavezza, o finalmente ai duepiedi davanti. Quando si può fidare didarci 1’ambio, si attacca questa corda admi piede davanti e ad un piede di dietro dello stesso lato. In tutte queste cir-costanze i movimenti del cavallo devonoessere lasciati liberi abbastanza, perchèpossa mangiare camminando lentamente,in modo però che vada sempre a pic-colo passo.
Alcuni attaccano i due piedi davan-ti con una manetta di cuoio grosso, chelegata viene dai due lati con una coreg-gia : i piedi entrano assettati nella manet-ta, e non possono difendersi che alladistanza di otto a dieci pollici ; alle voltesi sostituiscono a queste manette taluniferri, che hanno la stessa forma, foderatipoi internamente di feltro, e che si chiu-dono con un lucchetto.
Tutti questi mezzi hanno i loro in-convenienti, e producono accidenti e ma-jlatlie locali di varie specie, come già fuaccennato ; non si può dispensarsi peròdi esporre i cavalli a questi pericoli sen-za incontrare uua spesa grande di sorve-glianza , ed alle volte anche malgradotutte le spese possibili.
I buoi e le vacche si attaccano ordi-nariamente per le corna col semplicemezzo d’ un cappio corsoio ad una cor-da assicurata a! truogolo della loro rastrel-liera ; in alcune parti della Francia sipreferisce nondimeno l’uso d’attaccarliper il collo. Vi sono anche due altremaniere d’ attaccarli, che si praticano pe
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siste in tre anelli di legno, dei quali t"’®serve per collaro, i’allro è intermedio, ed terzo scorre sopra un tronco di leg°°piantato nel pavimento della stalla ;!a s ®,
■ onda si effettua col mezzo di due su 11 'tronchi, dei quali uno è mula ile, collo 0 ®'to in vicinanza tale, che la testa dell afl 1male non possa passarvi in mezzo- ^questo modo vengono per lo più altac c °te le vacche, perchè nel mentre che p° s 'sono liberamente alzare ed abbassare i®testa, ed anche coricarsi, impedite soO®nondimeno di girar la testa per guardo 0 ®alle loro spalle, e vedere i vitelli che ve °gono messi sotto le loro poppe, quandoquesti vitelli non sono partoriti da esse-I buoi e le vacche messi al pascd 0delle praterie s’impastoiano dello ste 5 *®modo, come i cavalli. Se io tali piate 11 ®vi sono degli alberi fruttiferi, perdire il I--ro guasto, questi animali venijono incomodati ancora più nei loro m 0 ' 1 imenti, attaccando uua delle loro coro®ad un piede davanti -dello stesso Iato c ° |mezzo d’ una semplice corda, o facendopassare un capestro intorno alle due coFna, che viene poi poi lato al pettorale 6finisce con essere attaccato alle cosce- _ |
I vitelli sogliono attaccarsi in 0 o°jpaese con una corda [tassata intorno ®olio. Chi non si sgomenta nei vedere I®maniera penosa, con cui attaccati ven?“no quelli, che sono condotti ai nia c0 .di Parigi ? Non esistono dunque »ie zZmeno barbari [ter impedir loro la fu-! J '
Ln interesse ben inteso dei macellai dovrebbe impegnarli a cercarne, non esse 11do per certo difficile di trovarli, giucd 1 * 5quello stato di patimento altera inolioloro carne ed il loro grasso. ^
Gli arieti vengono attaccati p er .corna, e le pecore per il collo quandodeve farlo : poiché l’abitudine in cUltrovano queslianiinali di vivere in tropi 1 '’
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fa sì,die si lasciano condurre da un
indi-
rò soltanto in certi paesi : la prima eoa-.riduo solo, e da cani bene ammaestio 11