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& aloi ; ì ramoscelli del vetrlce, o il vetri-c e stesso diviso per la sua lunghezza, è de-sinato ad unire le palizzate degli alberibuiliferi, e d’ornamento, quando sonoridotti a pergola : i cenci servono a (ene-in ispalliera, col mezzo dei chiodi, ira ®i degli alberi fruttiferi appoggiati alMuro : le lane di vani colori sono ulilis-s "ne per attaccare i fiori al loro sostegnoP er chè nel tempo stesso che li tengonosolidamente assoggettati, senza danneg-giarli, servono anche per fare distinguere1 loro colori, quando sono smarriti.
Le corde fatte con la scorza del ti-glio o di qualunque altro albero, sonoProprie per assoggettare gli alberi grandipiantati di nuovo, o che hanno bisognod> violenza per resistere nella direzione,in cui si vuol farli crescere.
11 giudizio del giardiniere sarà poiquello, che gli f arà distinguere, quali diquesti mezzi egli debba preferire secondole circostanze.
attacco.
La necessità d’impedire, che i gran1 animali domestici non s 1 allontanineCi| sa per andarsene a pascere sullej terre coltivate, nè si mangino reciproca-tUenle P alimento ( ordinariamente giàCalcolalo), obbliga di assoggettarli a certideterminati punti, o per lo meno (Vincolodare la libertà dei loro movimenti coi'alcuni legami. Onesta è una precauzioneNecessaria, ma dispiacevole, resultando*■ ~ ìnonnve-
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t a mangiare, e non dev’essere troppo lun-go, perchè non possa nè mangiare la ra-gione de’ suoi vicini, nè morderli : la suamisura dipende dalla grandezza del ca-vallo, e dall’ altezza della rastrelliera.
Siccome poi un capestro troppo•-Kc,,,, cavalli di coricarsi, ed
is saria, ma liispracevoie, .
essa grandi fisici e morali inconve"enti.
Possibile essendo il diminuire i pvr1111 di questi inconvenienti con alcunepiece * -• >-—* nprciò vo-
ti inconvemenu rau -.
Suzioni particolari, passare perciò vo-1 lain o ad esame le maniere diverse più.' j. nla ggiose per attaccare i cavalli, i muli,'® 1 as 'ni, ì buoi, le vacche, i vitelli, i cani,n t° in casa che fuori.
Il cavallo si attacca alla rastrelliera8 Ulezzo d’ un capestro che non deveCSSere troppo corto,' per non impedir!
Siccome poi u.» - ,
|corlo impedisce ai cavalli di coricarsi, edun capestro troppo lungo li rende sog-getti ad impastoiarsi, così inventato fujl’ espediente di far passare questo cape-stro per un anello di ferro attaccato al! truogolo della rastrelliera, legando alla suaestremità una mazza di legno piuttosto(grossa, la quale ascendendo e discenden-do, secondo che il cavallo alza o abbassala testa, si allontana o si avvicina, e tie-ne il capestro sempre teso : questo mez-zo è eccellente, ma stanca un poco il
cavallo.
I capestri sono di cuoio o di corda,ed alle volte vi viene sostituito un pezzo
jdt catena leggera.
Alla campagna la necessità insegna
(alle volle di atiaccare la briglia ad un al-,jbero, od un palo, fermandolo con un( nodo, ciò che dà luogo a spessi acciden-|ti : succede ancora peggio, quando si le-jga questa biiglia assai bassa ad una pie-tra, ovvero ad un tronco d’ albero, olassai alta alla ferriata d’ una finestra, alramo d' un albero. Ma siccome non èjsempre facile lo schivare questi mezzi,{basterà 1’ avvertire, che sarà sempre me-glio il far tenere il cavallo a mano, spe-cialmente se fosse vivace od ombroso. Inquesti casi il capestro offre minori incon-venienti, e perciò gli stallieri prudenti lo(lasciano sempre ai loro cavalli ; è sempreiperò inconveniente anche esso.
I negozianti di cavalli atlaccano'l-Ile volte i cavalli da essi acquistati alla(coda gli uni degli altri, per poterne farcondurre un minierò maggiore da un(nomo solo. Anche quest’uso ha i suoipericoli. Sarà meglio il comperare ciòche si chiama un guinzaglio , per udìvc