G34 C A O
CAOS. (Bot.J
II Linneo, che colla ma sagacitàpenetrava nei misteri della natura innanziche questi gli si rivelassero, aveva finodalle prime edizioni delle sue opere im-mortali mostrato di sentire che vi eranodegli enti, oltre quelli cui aveva assegna-to il posto sistematico, e che, per 1 estre-ma lor piccolezza sfuggi» ai suoi sguardi,si confondevano negli ultimi limiti deiregni, come per legar questi regni mede-simi, o piuttosto per non permettere cheinvano si separassero di troppo. Egli per-tanto tolse dal linguaggio mitologico que-sta parola di caos ,che indica,nel principiodi tutte le tradizioni storiche, la mesco-lanza, il disordine e la confusione deglielementi. Questa parola oscura era eccel-lente per indicare una organizzazione ru-dimentaria e vivente che si celava all’ oc-chio disarmato, terminando misteriosa-mente la classe dei vermi, che è 1’ ultimadel Systema animalium. Quindi nel ge-nere chaos furono compresi tutti que-gli enti microscopici, fino allora imper-fettamente indicati dai primi osservatori.
( V. Carbone, Uhedo ). Più tardi questonome fu riservato per un volvoce ; edisparve poi dalla nomenclatura quandosi credette di aver tutto conosciuto. Boryile Saint-Vincent (Dici, des Scien. nat. )poi ve lo collocò nuovamente per indi-care un genere tipo della famiglia dellecaodinec , il più semplice e il più oscurodella botanica, composto di specie amor-fe, appena organizzate, sparse come unintonaco alla superficie dei corpi inumi-diti, e rese per la loro mucosità più sen-sibili al tatto che alla vista. Questo gene-re evidentemente vegetabile, o si coloradi verde per l’introduzione di globettiverdi senza movimento, che sono la veramateria verde, e che è a riguardarsicome la molecola organica dèlia materiavegetabile (ved. Materia verde in Sappi),o si colora in rosso biondiccio per l’iu-
C A P
troduzione di alcune navicule, che formail punto d’ onde partonsi i due regni.
Si conoscono una dozzina di spe-cie di questo genere, le quali forse nonsono altro che semplici modificazioni diuna stessa cosa che incominci a formarsi.
CAPACITA' LEGALE IN MATE-RIA D’ ACQUIDOTTO. (Irrig.)
Per formarsi il concetto della capa-cità legale a contrarre ed a esercitare irispettivi diritti, convien distinguere pri-ma di tutto la capacità legale delle perso-ne dalla capacità legale dei beni. Quanto aquest’ ultima abbiamo parlato ad altri ar-ticoli. Vedi Beni fidecommissarh ; Beni
SOGGETTI AI) USUFRUTTO ; BeNI SUSCETTIBILI
di acquidotto in Sappi, Ricordando poiquivi sólamente quanto riguarda la capa-cità delle persone, diremo, che s’intende1" attitudine o potenza prestala, ossia di-chiarata dalla legge a contrarre in materiad’ acquidotto in vista di certe qualità, oin conseguenza di certi atti personali.Correlativamente alla diversa capacità le-gale esiste una diversa incapacità.
Vi sono due specie d’ incapacità ;la prima si può dire assoluta : la secondarelativa. L’ assoluta dipende dall’ impo-tenza di esercitare i propri! diritti o daldivieto posto dalla legge in conseguenzadi fatti personali. La relativa risulta dacerte condizioni e da certe discipline, dal-1’ osservanza e inosservanza delle quali lalegge ha fatto dipendere la validità o in-validità di un atto.
In questo senso nascono gl’ inter-detti personali, i quali possono essere oprivativi o tutelari. I privativi si distin-guono in penali e civili. Il tutelare nonè che civile. Col privativo o si toglie osi nega un benefizio in mira all’ interessecomune. Col tutelare per lo contrario siassicura questo benefizio a prò della stes-sa persona interdetta. La conseguenza ditutto questo è che l’incapacità privativa,si deve sempre assumere nel senso il più