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[Tomo vigesimoquinto. Parte II.]
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CAOS. (Bot.J

II Linneo, che colla ma sagacitàpenetrava nei misteri della natura innanziche questi gli si rivelassero, aveva finodalle prime edizioni delle sue opere im-mortali mostrato di sentire che vi eranodegli enti, oltre quelli cui aveva assegna-to il posto sistematico, e che, per 1 estre-ma lor piccolezza sfuggi» ai suoi sguardi,si confondevano negli ultimi limiti deiregni, come per legar questi regni mede-simi, o piuttosto per non permettere cheinvano si separassero di troppo. Egli per-tanto tolse dal linguaggio mitologico que-sta parola di caos ,che indica,nel principiodi tutte le tradizioni storiche, la mesco-lanza, il disordine e la confusione deglielementi. Questa parola oscura era eccel-lente per indicare una organizzazione ru-dimentaria e vivente che si celava all oc-chio disarmato, terminando misteriosa-mente la classe dei vermi, che è 1 ultimadel Systema animalium. Quindi nel ge-nere chaos furono compresi tutti que-gli enti microscopici, fino allora imper-fettamente indicati dai primi osservatori.

( V. Carbone, Uhedo ). Più tardi questonome fu riservato per un volvoce ; edisparve poi dalla nomenclatura quandosi credette di aver tutto conosciuto. Boryile Saint-Vincent (Dici, des Scien. nat. )poi ve lo collocò nuovamente per indi-care un genere tipo della famiglia dellecaodinec , il più semplice e il più oscurodella botanica, composto di specie amor-fe, appena organizzate, sparse come unintonaco alla superficie dei corpi inumi-diti, e rese per la loro mucosità più sen-sibili al tatto che alla vista. Questo gene-re evidentemente vegetabile, o si coloradi verde per lintroduzione di globettiverdi senza movimento, che sono la veramateria verde, e che è a riguardarsicome la molecola organica dèlia materiavegetabile (ved. Materia verde in Sappi),o si colora in rosso biondiccio per liu-

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troduzione di alcune navicule, che formail punto d onde partonsi i due regni.

Si conoscono una dozzina di spe-cie di questo genere, le quali forse nonsono altro che semplici modificazioni diuna stessa cosa che incominci a formarsi.

CAPACITA' LEGALE IN MATE-RIA D ACQUIDOTTO. (Irrig.)

Per formarsi il concetto della capa-cità legale a contrarre ed a esercitare irispettivi diritti, convien distinguere pri-ma di tutto la capacità legale delle perso-ne dalla capacità legale dei beni. Quanto aquest ultima abbiamo parlato ad altri ar-ticoli. Vedi Beni fidecommissarh ; Beni

SOGGETTI AI) USUFRUTTO ; BeNI SUSCETTIBILI

di acquidotto in Sappi, Ricordando poiquivi sólamente quanto riguarda la capa-cità delle persone, diremo, che sintende1" attitudine o potenza prestala, ossia di-chiarata dalla legge a contrarre in materiad acquidotto in vista di certe qualità, oin conseguenza di certi atti personali.Correlativamente alla diversa capacità le-gale esiste una diversa incapacità.

Vi sono due specie d incapacità ;la prima si può dire assoluta : la secondarelativa. L assoluta dipende dall impo-tenza di esercitare i propri! diritti o daldivieto posto dalla legge in conseguenzadi fatti personali. La relativa risulta dacerte condizioni e da certe discipline, dal-1 osservanza e inosservanza delle quali lalegge ha fatto dipendere la validità o in-validità di un atto.

In questo senso nascono gl inter-detti personali, i quali possono essere oprivativi o tutelari. I privativi si distin-guono in penali e civili. Il tutelare nonè che civile. Col privativo o si toglie osi nega un benefizio in mira all interessecomune. Col tutelare per lo contrario siassicura questo benefizio a prò della stes-sa persona interdetta. La conseguenza ditutto questo è che lincapacità privativa,si deve sempre assumere nel senso il più