ALL’ AB. DENINA 4 i 5
col vostro nome ? Non avete letta la sua insi-gne Memoria inserita negli Atti di questa So-cietà ? Andate subito dal vostro celebre colleganon meno cortese che dotto , signor Merian,domandategli quel eh’ ei ne pensa Ut ), e fatevipoi assolver da lui , se potete ; del vostro si-lenzio. /
Nè minor servigio prestò fra noi alla lette-ratura F idioma italiano. E bello per Padova che la nostra lingua al paro della latina in dueepoche ugualmente distanti avesse per benefat-tori due Padovani, di cui f uno fu tra i po-chissimi che cercarono d’ingentilirla quandoancora balbettava in gerghi semibarbari, l’altroin questi ultimi tempi trasse dalla filosofia iprincipj stabili della sua vera bellezza e fecon-dità. Brandino fu quello che Dante stesso ram-memora come benemerito della vera e nobileitaliana lingua (b), questo.... attendete , veldirò poi : ma già il conoscete senza saperlo.Abbiam. già parlato del nostro Sperone, di cui
(a) Ecco corri’ egli si esprime intorno a questa Me-moria in una sua lettera all’ Ab. Cesarotti . Mais jeveux beaucoup de mal à M. VAbbé Sibiliato d’avoirparie infinìment mieux qua mai sur un sujet que jetraile au moins eri partie depuis le 177.3, et de m’avoirenlevé d’avance ce que j’avois encore à en dire. Je mefélicite cependanl beaucoup de me rencontrer avtc unaussi habile homme, à qui vous voudrez bien faireagréer mes salutations fraternelles.
(b) 11 primo a dar le regole metriche della poesiaitaliana si fu Antonio da Tempo Padovano ? che pub-blicò nel i 33 a un Trattato dell’Arte hit mica, scrittoperò inopportunamente in lingua latina, eh’ era ancoraquella dei dotti per eccellenza.