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Saggi sulla filosofia delle lingue e del gusto / di Melchior Cesarotti
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sentarvene due successivi e recenti che possonogareggiar francamente coi più illustri che maicalcassero cattedre ; sono questi GianantonioVolpi e Clemente Sibiliate, ambedue ugual-mente celebri per pregi e talenti diversi: lunodistinto per le sue moltiplici conoscenze filolo-giche e per il candore antico del gusto, F al-tro per F impasto febee d erudizione amena escientifica; quello poeta feheissimo nudrito trai fiori della più purgata eleganza («), questoscrittore ingegnoso, e d uno stile ricamato ditutte le vaghezze dell arte ; il primo beneme-rito della letteratura per gli ubertosi commen-tari con cui prese ad illustrare quei poeticlassici a cui tanto si rassomigliava scrivendo,il secondo per la maniera luminosa e profondacon cui sostenne il decoro dell arte poetica, eper lo spirito filosofico con cui seppe combat-tere F abuso di questo medesimo spirito chevorrebbe tiranneggiar F eloquenza. Ma che viparlo io di quest ultimo? noi conosceste voiforse ? non sapete voi eh era uno dei princi-pali membri dell Accademia che volle onorarsi

(a) Fra gli eleganti scrittori che si esercitarono inpoesia latina può ' anche nominarsi Jacopo Rufino , dicui fra gli altri componimenti esiste un esametro inte-ressante sull atroce fatto di Bartolommeo Elia gentil-uomo Padovano, il quale mosso da furiosa disperazionètrucidò colle sue mani tre sue figlie ancora fanciulle,e datosi alla fuga, da a non molto agitato dalle-rie del rimorso sigiustizia collappiccarsi. Vieneanche rammentato dal Riccobono con molta lode tra ipiù eleganti verseggiatori latini Antonio Zonea ugual-mente chiaro per facondia, e scelto spesso per le ora-zioni gratulatorie ai vescovi e rettori della città.