ALL’ AB. DECINA 4a5
tempi in Padova più d’uno che. le coltiva conzelo, onore e successo non ordinario , e spe-cialmente in quell’ ordine i di cui talenti nonsono inspirati dalla povertà ; anzi s’ io guardoal zelo studioso della nostra gioventù, paraligià di veder sul nostro orizzonte brillar l’au-rora d’ un nuovo secolo letterario, nel qualel’Accademia di Berlino per saper lo stato dellescienze in Padova non «avrà mestieri delle no-tizie inesatte d’ un viaggiatore. Oh è pur peri-coloso 1’ assunto di dar sentenze generali sulleforze intellettuali di un popolo : esso non ob-bliga a nulla meno che ad aver il dono diprofezia ; poiché se talora in qualche secolo glispiriti hanno un periodo di languidezza, sgorgapoi, quando men 1’ aspetti, una piena elettricache li ravviva e feconda ; gl’ ingegni allor sifermentano , scappa qua e là una folla di pro-duzioni , e il popolo già condannato a perpe-tua imbecillità si fa beffe della sentenza e delgiudice.
S’ io v’* ho alquanto attediato con questolungo e poco grato catalogo, perdonate questanoja alla vostra incredulità. Ma convien essergiusto: dopo le querele vuoisi passare ai rin-graziamenti 3 e forse ve gli aspettate. Yoi nonsiete sempre verso di noi avaro e scortese. Senei doni dello spirito ci trovate minus haben-tes , ci confessate però esemplari e distinti perun’ innata moralità. Il compenso sarebbe an-cora assai pregevole, poiché una città virtuosane vai bene una letterata. Ma vel dirò io? iltenor del vostro discorso mi pose in qualchediffidenza. Timeo Danaos et dona ferentes.