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in Padova , ove la sua famiglia è aggregata daUn secolo al Consiglio nobile della città , e chesolo suo padre nacque per accidente a Parma ,ove il di lui avo risiedeva in qualità di gover-natore sotto gli ultimi duchi Farnesi, da cuiera singolarmente amato e onorato per la sualetteratura, dottrina e capacità nell’ ammini-strazione degli affari civili (a). Ben vedete chesul nipote potrei alquanto diffondermi ; ma poi-ché egli è abbastanza noto a voi, e non soloa voi, credo superfluo il dirne di più , e solovi lascierò giudicare se il di lui nome possaaggiungere qualche momento di peso a quellabilancia sulla quale librate il merito e i destinidi Padova con così poca equità.
Del resto il Fortis e il Cesarotti sono i duesoli Padovani viventi dei quali mi son permessodi parlare, perchè nominati e lodati da voi :degli altri mi son fatto una legge di non farcenno ( se non forse d’ alcuno incidentemente ),onde non si creda eh’ io sia mosso a scrivereda personali rispetti, o da prevenzioni amiche-voli. Per altro posso assicurarvi che le disci-pline ugualmente che le lettere hanno a questi
(a) Fu prima professor primario di giurisprudenza inParma , indi passò ad esser governatore prima di Pia-cenza , poi di Parma stessa. In patria da giovine erastato segretario dell’ Accademia dei Ricovrati. L’ epi-gramma da noi citato sulla morte del Forzadura lomostra verseggiator latino robusto e nobile. Nei MarmiEruditi di Sertorio Orsato esiste una lettera a lui di-retta. L’ epitafio a lui fatto in Partii^ ov’ è sepolto nellaChiesa della Steccata lo chiama Grajae Romanaequerei, ac ingenuae eruditìonis omnigenae apprime gnarum.