ALL’AB. DENINA 431
turpe assassino, piuttosto che indursi a saziarnela brutalità fa/t
No, dite voi, queste azioni non sono effettodi semplice bonarietà ; può entrarci anche unaltro elemento : e qual, se vi piace ? F orgoglio.Questo tratto inaspettato mi farebbe uscire dalmio sistema flemmatico. Non avrei; a dir vero,sospettato che nelle teorie morali voi ■ avesteadottato la massime di Rochefoucault. Lascieròdi cercare se F orgoglio abbia un’ affinità assainaturale colla dabbenaggine, dirò solo che se que-sto vizio produce la pudicizia, conchiuderemoper la ragion dei contrarj che F incontinenza èfiglia dell’umiltà. Ciò farebbe una rivoluzioneassai cui’iosa nella teoria e nella pratica. Nonso come le matrone Germaniche possano acco-glier la vostra massima , e le conseguenze chene derivano j so bene che gli Adoni d’Europa vi saranno assai grati d’ aver indirettamenteconfortate le loro Belle a peccare piuttosto diumiltà che d’orgoglio.
Orsù è tempo di terminare questa lungadiceria (è): io ne son già più che stanco. O
(a) Non per queste avventure eroico-tragiche, maper le più amabili qualità furono famosissime nel tempostesso Lucia da Sole e Bianca Borromeo, ambeduemodelli di bellezza e di pudicizia, ambedue morte nellapiù fresca gioventù , sulla cui tomba i più colti inge-gni nostrali ed esteri sparsero lagrime e fiori poetici.
(i>) L’Abate Denina termina il suo ritratto di Padova col' dire che i Padovani sono chiamati bergoli , chevuol dir debonarj. Ma io ho 1’ onor d’avvertirlo che nèil nome di bergoli fu mai dato ai Padovani, nè bergolovai debonario, ma leggiero di spirito, il che è l’oppo-sto di pesante e di tardo. Hi determini almeno un po’