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Saggi sulla filosofia delle lingue e del gusto / di Melchior Cesarotti
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43 o LETTERA

di severità alla sua patria medesima, alle qualitutte 1 Orator di Trajano tributò encornj nonmen durevoli del suo Panegirico (a), doveanotutto il loro merito al pingue terreno che lenutrì? Fu forse laria stagnante delle nostre cosìestese paludi quella eli 1 esaltò il coraggio di Da-ria da Baone, emula dell antica Antigona, araccoglier e seppellir le membra straziate di Gu-glielmo Caroposanpiero suo nipote, che il ti-ranno' di Padova volea lasciate a pasto de 1 cani?Fu per castimonia macchinale che due verginidi condizione del tutto opposta, Pietra Sero ve-glia dalta prosapia , e Isabella Ravignana rozzavillanella, 1 una abbandonò casa e patria , 1 al-tra si scagliò di lancio nel fiume che lingojò ,per sottrarsi alla violenze deglinsidiatori dellaloro onestà? Fu dunque eroina per torpidezzadi spirito quella inarrivabile Bianca de Rossi,che inebbriata del doppio entusiasmo patrioticoe conjugale, deluse le speranze dun empio schiac-ciandosi il capo colla pietra sepolcrale del maritoestinto ; azione che ecclissa quella di Porcia , ele avrebbe in Grecia meritata un 1 apoteosi ? Enon fu infine la religione, non la sacra fedelei talamo , ma la rigidezza della fibra quella:he munì di celeste fortezza il cuor d 1 una no-tra novella e più virtuosa Lucrezia r b), ondeofferse di saziar col suo sangue il furor d un

(a) Veggansi intorno ad Arria e Fannia la lettera delli. 9 a Quadrato , e quelle del 7. a Genitore ed aPiseo, e intorno a Serrana quella del lib. 1 a Giunio.

b) Lucrezia Dondi Orologio, moglie di Pio Eneadqli Obizzi,