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filosofia ; e le ha precedute, coni’ ella stessa è venuta dopo illinguaggio di puro bisogno. Furono maestri i poeti, e si esa-minarono e consultarono le opere loro. Erodoto da Omero ap-prese T arte di scrivere le azioni degli eroi ; imparò Isocrate apersuadere piacendo ; e Demostene ed Eschine a dipingere vi-vamente gli oggetti, ed a commovere gli animi.
« Analizzata l’indole della vera eloquenza su’ modelli deigrandi oratori che fiorirono in Grecia , scende il nostro Acca-demico a provare quanto influisca sul perfezionamento dell’elo-quenza quel della lingua. Quindi inculca lo studio di questa,ne raccomanda la proprietà, propone di aumentare nel Vocabo-lario Toscano le voci pertinenti a scienze ed arti, e insinua distare in guardia rispetto alle voci che si credono sinonime, perevitare quel modo di scrivere vago ed improprio, che pur troppoin alcuni libri s’incontra ».
Il giudizio sulle opere pervenute al concorso del 1812 pro-nunziato fu il dì 21 di settembre. Prima d’ogni altra cosa, feceil Segretario, giusta il costume, lettura del suo generale rap-porto, che avea compilato su’ particolari rapporti degli Accade-mici. Poi, sembrando all’ Accademia che niuna delle opere com-parse fosse degna dell’intero premio, e niuna poesia nemmendel diviso ; si deliberò di dover supplicare il Governo, perchèderogar volesse per quella volta al decreto del dì 13 gennaio1810, ammettendo alla partecipazione del premio due opere inprosa, invece delle due scritte in verso. Ciò fermato, si man-darono tre partiti per mezzo di polizze segrete, co’ quali fuassegnata la corona alle tre seguenti opere:
I. Saggio sulle acque correnti, del senatore FrancescoMengotli. Milano , 1810-12; tom. 2 in 4.
II. Tre Discorsi d’Ippolito Pindemonte , aggiunti alla suatragedia intitolata L’Arminio. Verona , 1812; in 4. (55).
III. Tre Lezioni sulle doti di ma culla favella, dell’ abatedon Michele Colombo. Milano , 1812; in 8.(56).
(55) La tragedia, siccome entro a questo libro è in ristampa, cosìnon potea considerarsi nel concorso.
(56) Sono poste alla fine del Catalogo di alcune opere attinenti allescienze, alle arti e ad altri bisogni dell uomo , le quali , quantunque noncitate nel Vocabolario della Crusca , meritano per conto della linguaqualche considerazione.
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