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Una pubblica adunanza l’alta fu il dì 14 d’agosto nella gransala de’ Georgofdi. 11 Segretario, per adempimento di suo ullicio,diè ragguaglio di tutto ciò che l’Accademia avea operato dal suoristabilimento fin a quel giorno. Lesse il compendio d’otto Le-zioni dette dagli Accademici Residenti in altrettante sedute, eun breve elogio del defunto accademico corrispondente GiulioMozzi. Dipoi il Presidente pubblicò i nomi degli autori pre-miati nel concorso del 1811 ; e quindi recitò egli un discorso,il cui principale scopo quello si fu di descriver l’origine, ipregi, l’epoche ed i sommi Scrittori della lingua Italiana, e mo-strare come questa riunisce diverse prerogative delle antiche lin-gue dotte, c come debbasi convenevolmente arricchire a pro-porzione che vanno accrescendosi i tesori delle scienze e dellearti. Chiusesi la seduta col canto di scelti pezzi di musica.
In quella dell’ultimo giorno del medesimo agosto, lesseLeonardo Frullani alcune sue riflessioni filosofiche sulla lingua el’eloquenza.
« Il ritrovamento del linguaggio assicurò i progressi dellospirito umano. II clima influì molto sulla sua formazione. Diqui la varietà delle lingue, che si riscontra appresso i popoli(li diversa latitudine ; onde dalla natura della lingua, quella puòrilevarsi della nazione che la parla.
« Se pongasi mente ai costumi ed al linguaggio dei diffe-renti popoli, si conoscerà che alcuni in tutto da altri differi-scono, e che altri riuniscono l’indole e il genio dei più opposti;sicché, mentre godono d’ un’ energica forza d’ immaginazione,hanno la freddezza che si richiede per le filosofiche osserva-zioni. Tra questi tengono il primo luogo gl’italiani : c ciò èmassimamente prodotto dal mite clima sotto il quale essi vi-vono.
« L’ubertà di alcune lingue mirabilmente si presta alla poe-sia, ed è di sussidio all’eloquenza.
« La poesia fu la madre dell’ eloquenza, della storia e della