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e simili, di Dante Petrarca e Boccaccio (88); e si lascino inomi degli uomini e delle famiglie.
16. Si faccia menzione dell’Accademia , ma non degliAccademici .
17. Dell’ortografia, allo ’Nfarinato, e, in caso di dubbio,a’ Deputati.
18. Non altro.
19. La lunghezza degli esempli sia tale, che basti a Sten-dersi il vocabolo, pel quale si allegano: avendo però riguardosempre alla brevità.
20. Delle voci troppo antiche, quelle che s’intendono silascino, e delle altre si rimette al giudicio de’Deputati.
21. A’Deputati.
22. I Deputati sieno quattro Accademici e ’I Segretario.Sieno tenuti all’osservanza di questi capitoli:
Tre di loro vincano il partito.
Abbiano autorità, mantenute però le cose di sopra, di dif-finire a lor modo.
Qualunque de’ Deputati che manchi dell’ Accademia, eleggauno per tempo determinato, e facciasene memoria al Diario.
L’Arciconsolo intervenga a suo piacimento, e non per ne-cessità; e intervenendo, quattro vincano il partito.
Chi sostituisce, non possa sostituir per più che per tre mesiutili; e da quel tempo in là, l’Accademia diliberi a suo pia-cimento di farne un altro.
DOCUMENTO III.
Istruzione data il dì 13 ottobre 1610 al segretario Bastiano
de’ Rossi dai Deputati al Vocabolario , relativamente alla
stampa di esso. — Estratta dal Diario dell’ Inferigno.
Nel carico datovi dall’ Accademia di fare stampare il Voca-bolario , dovete avere a cuore, come fin principale, l’esquisi-tezza e perfezion di esso. A questo vi debbe muovere la sod-