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noscritti. La maggior parte le ho scritte di mia propria mano,e molto m’ha fatto il favore di scrivermele a mia richiesta ilsignor dottore Stefano Bonucci. Gli Autori che ho citati, e chenon sono stampati, gli ho scritti a mano in esso indice, comesi può vedere. Ho cercato, per quanto ho potuto, d’aggiugnereesempli di poeti a quelle voci le quali avevano bisogno di essiesempli di poeti ec. Della maggior parte delle voci greche elatine che mancano, e che sarebbero necessarie, non solamentenello stampato, ma ancora nelle postille marginali, ne ho fattoun copiosissimo quaderno di per sè manoscritto. Alcune peròqualche volta le ho scritte in margine. Y. il quaderno mano-scritto ». Nell’ altra, che si vede in principio, dice : « Delle po-stille marginali manoscritte, che ho portato dall’A fino alla Zin questo mio Vocabolario della Crusca, io ne ho fatta un’al-tra copia al pulito di mia propria mano, più corretta e ordi-nata; perchè vi ho emendati alcuni sbagli disavvedutamentescorsi, e facilissimi a potersi conoscere; ed ancora ho cancel-late alcune voci delle manoscritte, le quali non mi sembravanonecessarie. E di più, in essa copia ho cercalo di valermi del piùintelligibile e del più distinto carattere che io m’abbia saputofare, in servizio del Vocabolario , per a suo tempo ec. Questacopia seconda al pulito, di mia propria mano, andò male ». GliAutori da’ quali egli trasse le sue giunte, per servare alcun or-dine, si possono distribuire in due classi. La prima comprendequelli che già nelle passate compilazioni del Vocabolario eranostati citati; ma o perchè poco erano stati spogliati, o perchèegli ne possedeva altri testi da quelli diversi o migliori, moltecose gli riuscì di notarvi, che alla diligenza de’primi Compila-tori erano fuggite. Di questa classe sono fra Iacopone da Todi ,di cui egli nel margine dell’Indice degli Autori del suo Voca-bolario, afferma aver citato talvolta la stampa e talvolta tretesti a penna, in carta pecora, antichissimi, e molto corretti,della sua libreria: i Sonetti di Francesco Ruspoli, de’quali ave-va fra’suoi libri un copiosissimo ed emendatissimo testo a penna:Guido giudice ; testo antichissimo e correttissimo ( siccome eglistesso lo descrive) della sua libreria, scritto in carta pecorain foglio, e ottimamente conservato : Lettere di fra Guittone, dicui egli possedeva due buoni e antichissimi testi ; uno de’ qualiha servito d’originale all’edizione che di presente ne allestisce