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quel tempo, e pubblicata dal Morelli nell’anno 1800. Quest’ Ano-nimo è certamente padovano, erudito uomo, e per avventura arti-sta anch’esso: particolarità che risultano dall’importante prefa-zione del dotto editore, nella quale fa egli succintamente e in belmodo il prospetto delle arti in Venezia lino dal loro incomincia-mento, lodando a ragione lo zelo dei Veneziani per esse, e pei mo-numenti antichi, fomentato dall’opulenza e dal lusso di quella mi-rabile città. Copiose annotazioni del Morelli adornano il testo del-l’Anonimo; e queste si raccomandano sì per nuove notizie, e sìper emendazioni d’errori altrui.
Colla edizione di questo scritto volle il Morelli far pubblichecongratulazioni al conte Giambatista Remondini per le nozze diesso con la contessa Teresa Pola. Altri libri ei pubblicò per applau-dire ad altre nozze, e all’ ingresso di Procuratori di S. Marco, edi Patriarchi; e suo intendimento fu sempre di sostituirgli ai versidelle Raccolte, parto soventi volte di poeti ai quali è Musa il di-giuno. Raramente egli volle, che questi libri altro argomento aves-sero da quello in fuori, che le costumanze o le lodi della sua Ve-nezia riguardasse. Mostrò egli sempre sentire in se vivamentequello che Cicerone scrisse, che l’amore cioè della patria ad ognialtro amore sta sopra; poiché fuori eziandio delle riferite occasio-ni, si occupò indefessamente in tutto quello che tornar poteva alode di essa. Addurrò in esempio la Storia Viniziana di PietroBembo cardinale, stampata splendidamente in Venezia nel 1790 indue ben ampii volumi. Se in questa edizione si restituiscono lunghitratti omessi nelle precedenti, se s’incontrano variazioni importan-tissime, se raddirizzata la nativa dettatura toscana , ed appariscononon poche voci da aggiugnersi al nostro Vocabolario, dobbiamosaperne grado al Morelli, che la eseguì, tratta copia dell’opera dalmanoscritto stesso del Bembo . Egli è palese da ciò, che mentreprovide il Morelli al lustro della sua patria, ben meritò della no-stra pura favella. Che questa avesse egli in onore, si fa manifestoeziandio dalla ristampa delle rime di Francesco Petrarca , cheemendò coll’autorità di testi a penna; dalle osservazioni che ri-spetto a voci toscane fece nell’indice dei manoscritti Farsetti, dallapubblicazione di poesie inedite d’autori citati, e dalle Notizie in-torno all ’Introduzione alle Virtù, da lui scritte allorché questo le-sto di lingua si stampò per la prima volta in Firenze nel 1810.
Quello però che massimamente illustra la fama del Morelli, si