152
che abbatte Gerione. Osservando il Visconti, che Euripide , il qualrammenta due volte questa fatica del figliuolo d’Alcmena , or chia-ma Gerione il pastore d’Erizia, or lo appella Tifone, dà peso al pa-rere dello Scoliaste d’Esiodo, che nella vittoria d’Èrcole su Gerione vede Fimperturbabile animo dell’Eroe in un turbine, in che egli siavvenne. Lo Scoliaste ciò ritrova nella etimologia di Gerione ; eTifone, dice il Visconti, può la stessa cosa significare, essendo de-finito da Esichio un vento grande: Tucpàjz , ’o jJLSycu; uvejxog.
I nomi d’Adone, di Bacco vecchio, o barbato, e di Arianna abbandonata in Nasso , i quali dati si veggono alle tavole XXXI,XLIeXLIV del citato volume secondo, sono scoperte importantis-sime del Visconti; mentre falsamente il primo estimavasi Narciso;il secondo, Sardanapalo ; e la terza, o Cleopatra, o una Ninfa dor-mente presso un fonte. Così la statua incisa alla tavola XXI delterzo volume, ha pel Visconti il certo nome di ministro Mitriaco;chè innanzi, una ad essa somigliante, quello ebbe erroneamente diParide .
D’importantissima prefazione va adorno il tomo quarto, il quale,come sopra fu detto, è il primo dei Bassirilievi. Tra le nuove os-servazioni, che ivi si fanno, quella è molto da riputarsi, nella qualeevidentemente si dimostra, che il greco vocabolo rvTog , posciafatto latino , fu, per significar cosifatti monumenti, nell’una linguae nell’ altra adoperato.
La principal figura del bassorilievo, che si vede alla tavola XIdi questo tomo medesimo, è Vulcano . Esposto secondo verità que-sto monumento, procede il Visconti alla spiegazione di un vaso fit-tile dipinto, recato dal celebre Mazzocchi alla pag. 137 del suo bellibro sulle Tavole Eracleesi : del qual vaso quest’ uomo dottissimodisperò in portela interpretazione. Ma il Visconti vi discuopre Vul-cano allorché, legata Giunone su d’una sedia con lacci invisibili,è da gli altri Numi costretto a discioglicrla. Nasce l’oscurità dellapittura, dice con somma saviezza ed ingegno il grande antiquario,dall’aver Vulcano un’epigrafe, che non già il nome di lui contiene,ma sì un attributo. Essa è AAlA AAO£, Daedalus, voce che nonesprime un nome proprio, ma un epiteto, che si appropriò posciaal famoso artefice, che così fu appellato. Tanto più, segue a dire ilVisconti, convenia tal nome a Vulcano , che inventò quelle arti,nelle quali Dedalo si rendette famoso. Quindi ad avvalorare la suanuova opinione, avverte opportunamente, che Cerere dagli antichi