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delle due colonne di porfido, che ivi appunto stare si veggono.Ciò medesimo ne obbliga a dire, che la porta d’Andrea fu inquesto stesso anno trasferita ove è pur oggi; e convince d’er-rore il Vasari, che disse esservisi recata quando il Ghiberti dette compiuta la seconda. Allogatagli questa circa il 1428,fu per lui condotta a fine intorno al 1442; e destata avendomaraviglia più che la prima, questa si trasferì tosto al lato ditramontana, collocata la nuova nel più nobile luogo. Scopertasipoi dall’Accademico la falsità di alcune altre date, onde gli sto-rici delle arti iti erano in varie congetture, e in vari errori; efatto il novero delle opere condotte dal Ghiberti nei quarantaanni che impiegò con fatiche vie più che estreme, siccome scriveil Vasari , nel lavoro mirabile delle porte, toglie ogni forza allostromento che citasi della compera di una casa fatta da essoGhiberti nel 1443, che vuoisi dinotata come quella ubi fabri-cuntur ianuae s. Ioannis Baptistae, rendendo manifesto, che que-ste parole appartengono all’ uno dei confini di essa casa, cioèa quell’aia acquistata dal Ghiberti, come afferma il Vasari , perfabbricare la prima porta: lo che può essere avvenuto intornoall’anno 1401 o al seguente.
Finquì della lingua e delle arti liberali: d’uopo è ora par-lare con ugual brevità, e per quello solo che ai lavori* accade-mici si aspetta, delle scienze e dei vocaboli d’esse. E sebbene,in considerarne la importanza ed utilità maggiore, sembrar possache nella trattazione tener dovessero il primo luogo; pure nonsarò io ripreso per averle all’ultimo riserbatc; dacché non hofatto che seguir l’ordine naturale : provando ornai la storia, con-tro il sentimento del d’Alembert , che gli uomini ritrovaron pri-ma quelle arti, di che aveano mestieri per soddisfare ai pochie veri bisogni della nascente società; che poi detter opera alleliberali c piacevoli, cui invitavagli lo spettacolo bellissimo dellanatura; c che in fine, quasi della faccia d’essa saziato avesserolo sguardo e la fantasia, intesero ad esplorarne i fenomeni, e adindagarne le occulte leggi.
Vennero allora alle lingue novelli accrescimenti ; e questi ebbeben per tempo la nostra. È vero, dice P accademico Targioni,della cui lezione incomincio il ragguaglio, è vero,* che nei tra-scorsi secoli, spesso per le scienze adoperassi il latino ; ma è veroaltresì che nei medesimi non mancarono alla Toscana uomini ad