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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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esse dedicati, che ne scrivesser libri nel materno linguaggio, oda altro ne voltassero in questo. Delle quali opere accenna l’Ac-cademico quelle, che estima poter dare buone aggiunte al Vo-cabolario, ristringendo il novero ai tempi della Repubblica .

E se da esso risulta, che la Toscana, e Firenze in ispecie,prevenne in ciò ogni altro popolo d’Italia , è manifesto del pari,che ne furon cagione e l’opulenza sua, e l’indole e l’ingegnodei suoi cittadini, eh’ aveano cura di notare nel proprio linguag-gio le cose più istruttive ed importanti, si nei dì di festa, e sìin quel tempo che loro avanzava dai domestici affari, e da quellidel commercio. Fra le scienze matematiche più si studiò dai To-scani 1’ aritmetica, di che sono assai manoscritti nelle nostre bi-blioteche. Il commercio e la navigazione, applicar fecero all’astro-nomia; e Zanobi da Strada scrisse della sfera in ottava, e ilBerlinghieri, della cosmografia in terza rima. Molti scrittori difilosofia sono fino a noi pervenuti, massime della platonica, assaicoltivata in quei tempi, c nei posteriori. Quantunque poco inessi conosciuta fosse la storia naturale, pure fu fatta versionedei libri di Plinio.; e s’cbber lumi di metallurgia prima ezian-dio del Biringucci. Di zoologia, di storia naturale, e di botanicaalcuna cosa allora si seppe, sebbene mal si sapesse; e di que-st’ ultima il più stimabile scritto conservato è tra’ codici dellaRiccardiana; nel quale scritto sono molte figure di piante checrescono nel contado fiorentino , e alcune medicinali impresse anero di fumo: invenzione, di che alcuni moderni a se dan l’onore.Più valsero allora i Fiorentini nell’ agricoltura : lo che ò testi-moniato da antichi scritti in prosa ed in verso. Rispetto alla me-dicina, se è da tenere che di quei giorni consistesse massima-mente da segreti c ricette; è altresì anche da rammentar cononore il volgarizzamento fatto da Zucchero Bencivenni delle Operedi maestro Aldobrandino e di alcuni libri di Rasis , e il Ricet-tario fiorentino , edito per la prima volta nel 1498. Nemmeno òda tacere della veterinaria, di cui si serbano ancora nelle bi-blioteche scritti e ricordi.

Somigliante argomento trattò nella sua prosa l’accademicoNesti, parlando delle parole pertinenti a scienze e delle loro de-finizioni, e proponendo a ciò lo spoglio di alcuni libri scienti-fici non rammentati nè dagli Accadèmici fiorentini, nè dal Co-lombo, nè dal Poggiali. Si è accusata l’Accademia di certa sua