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predilezione per le voci antiche, e di trascuranza delle parole discienza, massime di quelle che son nei libri di non toscani scrit-tori. Ma ciò dimostrano falso gli spogli nostri, e l’aver nel con-corso del 1812 assegnata la terza parte del premio ad un’ope-retta del nominato accademico corrispondente Michele Colombo,in che si contiene il catalogo di 194 opere concernènti alle scienze,da lui proposte per ispogliarsi ad accrescimento del Vocabolario;non poche delle quali sono d’autori non toscani. Ma poiché gliavversari dell’Accademia inclinano ad inserire nel Vocabolario troppe più voci che l’uopo non sembra richiedere, c assai visi trattengono in dichiararle, sicché sembrino compilare un di-zionario di scienze più presto che di lingua; avverte l’Accade-mico, che la popolarità e permanenza delle voci e dei modi sonole due cagioni onde debbano registrarsi nel Vocabolario . Il po-polo men la lingua cangia, che i dotti. Essi mutan sovente levoci delle scienze di sistema e descrittive, sì pe’ progressi dellemedesime, e sì pel proprio modo di vedere gli obietti. Laddoveil popolo appella per lo più le nuove cose co’ nomi, con che essea lui pervengono per via del commercio. Quella variabilità dellalingua è cagione che i nomi medesimi abbiano secondo i tempiun significato più o meno esteso; onde a torto si estima dal-l’autore della Proposta, che la definizione aver non debba par-ticolar riguardo al senso degli esempi citati. Dee anzi essa com-prendere in breve tutte quéste modificazioni; e perciò d’uopoè farla generale il più che si possa, e diversa affatto dalle modernegeneriche definizioni della storia naturale. Ma le voci di questascienza variando per tutta Italia , debbono le toscane anteporsi,siccome pertinenti al dialetto, che da tutti gl’italiani agli altrisi preferisce nelle scritture. Il perchè non deesi far conto pe’nuovispogli nè dell’ opera dello Zinanni su i nidi degli uccelli, nò dellealtre che ugualmente che essa, non han toscana nomenclatura.Ciò avvertito, propone l’Accademico alcuni libri di scienza dapotersi citare, fuggiti alla diligenza degli Accademici Fiorentini,del Poggiali e del Colombo; quali, per addurne esempio, sonoalcuni opuscoli del Grandi, di Eustachio Zanotti , e del Cassini ;le Scienze matematiche ridotte in tavole da Egnazio Danti ; laDescrizione di 114 piante del mare adriatico, l'atta da GiuseppeGinanni ; e i Semoventi d’Erone traslatati dal celebre Bernardino