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tenne, che mercè di sborso non lieve si restituisse al porto laviolata franchigia. Lo che pure far si dovette per lui medesimoquando, non molto tempo trascorso, un generale napoletano ap-prodò a Livorno con soldatesche inglesi e portoghesi. Occupa-tasi quindi dalle armi francesi la Toscana , temperò colle inno-centi delizie di lieta campagna il dolore che egli sentia grandis-simo pei danni di lei. E se, ritornato il bel paese, poco di poi,sotto il freno dolcissimo del legittimo Monarca , egli n’esultò, eper comandamento del Senato fiorentino restituissi alla caricaprimiera; dovette ben presto abbandonarla, fatto vittima di quellastessa invidia, cui soggiacquero, per la ricchezza dei meriti, tantiprobi uomini d’ogni nazione e d’ogni tempo. Ma n’ ebbe egliper essa medesima pieno il trionfo ; perocché nelle varie vicendedella sovranità di Toscana onorato fu sempre di cospicue caricheed importantissime.
Itidomandavasi dai Livornesi , a gran confusione degl’invidi,pel primiero suo posto al granduca Ferdinando III ; e atto veg-gendolo il sapientissimo Principe a sostener peso di più ampiamole, lo elesse da Vienna direttore interino delle Segreterie distato e di finanze presso il Senato fiorentino. Il re Lodovico lovolle prima presidente alla Consulta, e poi Consigliere intimo distato, di finanze e di guerra. Dominando i Francesi, presedè in-nanzi alla corte criminale di Firenze , e quindi alla prevostale:e restituito Ferdinando HI ai fervidi voti de’suoi Toscani , as-sente il creò unico Consultore del suo Ministro plenipotenziario,e presente lo elesse Consigliere di stato c direttore delle R. Fi-nanze, e della R. Depositeria ; elevando così, per giusta ricom-pensa di meriti e per pubblico bene, a dignità somma quello,cui Egli ad essa medesima, conosciutone l’ingegno e la probità,avea da prima aperta la via. Nè d’uopo m’è qui narrare comeil Frullani compiesse il difficilissimo ministero ; dacché me fostetutti voi testimoni. Il vedeste sempre verso di se astinentissimo,e sempre verso altrui giusto con benignità, e benigno con giu-stizia; conoscendo egli che allor solamente laudevoli riputar sideono le virtù, quando l’une sono all’ altre di freno. La sua morte,avvenuta improvvisamente il 4 maggio di questo anno, fu ca-gione di grave lutto, in ispecie all’ Accademia nostra, cui egli,nei primi anni del suo rinnovellamento, d’opera fu utile e di con-siglio ; e solo di questo, quando noi non avremmo potuto desi-