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me, nelle quali il giudizio a lei chiedesi della dettatura di essi,ed ogni autorità della lingua si concede ai Toscani .
Da ogni parte d’Italia ugualmente le s’inviano opere all’ oc-casione dei quinquennali concorsi, nelle quali il pregio della ma-teria si richiede e quello ancor della lingua : ài che se da unaparte ne sproni il generoso premio assegnato dalla Sovrana Mu-nificenza, ne ritrarrebbe dall’altra sospetto che si avesse di opi-nione men retta o pregiudicata in chi dee darne sentenza.
Quarantaquattro sono le opere pervenute al concorso di que-sto anno ; e le più d’ esse appartengono ad autori che nè in To-scana nacquero, nè vi furono educati. Esaminate tutte questeopere dall’ Accademia colla diligenza che per lei si poteva mag-giore, diviso ne fu il premio in due parti; assegnata la primaalla poetica traduzione delle Odi di Pindaro, di Giuseppe Borghi ;e la seconda alle Operette varie in prosa del professor Mario Pieri corcirese. Ottennero poi la onorevol menzione le Lezioni sacresul libro di Ruth, d’un religioso Domenicano ; la traduzione epicadell’ Iliade d’ Omero , del Mancini ; la Storia universale dell’ In -dostan compilata dal Sebastiani; le Lettere di Cicerone tradottedal Mabil; la Vita del Petrarca e le illustrazioni al suo can-zoniere, del Marsand ; il Canzoniere del Missióni; due operettedel Barbacovi ; l’una della necessità della religione, l’altra delvario stato d’Italia ; le Osservazioni concernenti la lingua, delPezzana ; e le Opere d’Orazio recate in versi italiani dal Gargallo.
Nè P Accademia per questa lunga occupazione ha punto in-termesso i suoi ordinari lavori. Anzi per ciò, che or più ne im-porta, ha trovato modo di accelerargli. Aveva essa, siccome perme medesimo vi fu già fatto palese, creato una Deputazione perdover porre in assetto per la stampa le tante aggiunte e corre-zioni negli scorsi anni accumulate. Questa Deputazione, di duecolleghi accresciuta, partita si è poscia in due Consulte, che neltempo medesimo sepafatamente operano ; delle quali P una com-ponesi dell’Arciconsolo e degli accademici Del Furia, Nesti e Poggi;e P altra, del Segretario e dei colleghi Bencini, Rigoli e Golii.Nè al solo esame di questi materiali sta contenta l’Accade-mia, ma ne va sempre preparando di nuovi, sì in correzionie sì in aggiunte, siccome à voi dato ho contezza nei generalirapporti degli scorsi anni, e darolla eziandio sparsamente nel-P odierno. L’accademico Rigoli, compiuto lo spoglio delle Prose