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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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ler quasi unicamente tener dietro alle poste di Persio e di Giove-nale ; e pieno la mente dei fieri versi dell’irato Ghibellino, assalìanimoso presso che ogni generazione di vizio. Ma or fu basso disoverchio nelle parole e nei modi; or ne usò di tali, cui le verginiDee aver vorrebbero sorde le orecchie; ed or sì in particolare cen-surò i costumi dei viventi, che tacendone solo il nome, o fingen-dolo diverso, altro quasi non fece che por loro in dosso tenueveste di Coo, onde cinte, apparian nude le lascive donne di Roma .Nulla di ciò nelle dodici salire del D’Elei. 0 ponga egli in vista laturpe schiera dei vizi per giustificar la cagione d’armar contr’essi,siccome ei dice, filippica vendetta; o morda irato i presuntuosi,gliirreligiosi, gli avari, e quei che nudi al tutto di virtù, vanno solosuperbi di nobil nascita e di ricchezza; o derida i cattivi scrittori; omuova guerra al lusso, al mal uso del tempo e alla finzione; o svelile malizie delle femmine voluttuose; o lieta cena descriva o peri-glioso viaggio, mai non imbratta il suo dire dei vili modi dellaplebe, mai non offende con turpi parole le sante leggi del pudore,mai non fa segno dell’ ira sua alcuno dei viventi. E poco in verosarebbe se, schifati questi difetti, non avesse saputo dar pregi realialle sue satire. Sono esse scritte con somma purezza di lingua,con stile conciso, vibrato, robusto, che secondo l’uopo or s’in-nalza, or s’ abbassa, e pieno è di spiritosi concetti e di frizzan-tissimi sali: e, se al vero sia licenza, dir si dee che quasi in ognu-na, massime in quella conira i tralignati patrizi, che ne par la piùbella, certi tratti s’incontrano luminosi e vivissimi, che sono dacontrappor con fiducia a non pochi tra quelli, onde più rifulgonoe più si ammirano i satirici Ialini.

Si dirà che la perpetua concisione, e le spesse allusioni clas-siche ne generano talvolta oscurità. Ma queste oscurità o non s’in-contrano da que’ che son usi di leggere gli antichi, o son per essimomentanee: e può d’altra parte provvedersi alla minor dottrinadel comun dei lettori con brevi annotazioni, le quali il D’Elei pure,accortosi d’esser ito, per brama di fuggire il pedantismo, nell’op-posto difetto, vide necessarie, e posesi in animo di dar corredatad’esse una seconda edizione.

Si dirà che il terzetto è, per la sua rapida veemenza, a ferirei viziosi più acconcio che l'ottava; la quale dilata spesso i senti-menti affine di preparare il lettore allo spirilo e al concetto dellachiusa; e si dirà insieme che mal con questo può schifarsi il pe-