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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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ricolo che riesca la satira una slegala sequenza di epigrammi daporsi sotto a dipinti o scolpiti volti, di che le gallerie siano posciaadornate. Nè l’uno potrebbe negarsi, nè l’altro. Ma a quel nonpensi leggendo le ottave del D’Elei; tanta è la maestria, ond’egliaffronta e supera le dillicoltà ; e questo non vedi sì spesso interve-nire. Non interviene quando con più ottave ei riprende un vizio-so, quando contro alcun vizio generalmente declama, e quando,mercè di vivacissimo racconto, forma dei quadri di bella e vastacomposizione, quali dir si possono e la Cena e il Viaggio: duesatire, che per la verità e l’ingegnoso accozzamento dei vari ca-ratteri, per l’acutezza dei concetti, il brio e la facilità dello stile,sempre altrui daran pascolo d’utile c piacevolissima lettura.

Si dirà pure che ha il D’Elei in più satire preso a conquideregli stessi vizi. Ma i vizi, siccome le virtù, a vicenda si soccorronoe amicamente congiurano; sicché spesso egli accade, che d’alcunoparlandosi, di quello che gli è strettamente unito debba pur ragio-narsi. Qualunque cosa in fine dir si voglia di queste satire, dovràinsieme dirsi, che son esse bella gloria del nostro Parnaso, sì peimeriti rammemorati, e sì per la molta cognizione del costume, chesolo può sembrare alcun poco alterato in quei versi della satiracontro le donne, nei quali non già le nostre paiono ritrarsi, ma sìpiuttosto le corrottissime die vissero in Roma al tempo dell’ ira-condo satirico d’Aquino . E quella molta cognizione del costume,fu certo il fruito di spessi e lunghi viaggi; i quali, se, come già fuscritto, l’animo nostro non cangiano, gli crescono però forza e dot-trina, quando ei sia bene istituito. Nei quali viaggi ebbe il D’Eleieziandio, e sempre, avanti agli occhi quello, onde sì bene meritòdella patria, e onde al suo nome verrà pur lode dalla gratitudinedei tardi nipoti. Parlare intendo della raccolta delle edizioni prin-cipi, siccome le chiamano, degli antichi scrittori, ch’ei formò conindefesse ricerche e gran sacrifizio di sua non troppo lauta for-tuna; che si studiò sempre di render più bella, migliorandone connuovo dispendio gli esemplari, e questi vestendo di splendido or-nato; e che donò ancor vivo alla città nostra, la quale in sì prege-vole rarità ha sol paragone coll’ampia e scelta biblioteca di un do-vizioso magnate dell’Inghilterra. E pregevole rarità chiamo io que-sta raccolta, non per ciò solo che i più dei libri, onde è composta,sono di difficile acquisto e dispendiosissimo ( chè i men ovvii epiù cari libri non sono sempre i migliori); ma sì eziandio, e prin-