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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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del rammemorato Collegio Eugeniano, e nei severi della filosofia edelle sacre scienze fu discepolo di quei che allora avean cattedra nelSeminario fiorentino . Più però, che ad ogni altro, professava egligratitudine all’arcivescovo Francesco Gaetano Incontri , insignejer sapienza e santità di costumi, il quale mai non si rimanevad’iustillare nel suo giovili clero l’affetto delle filosofiche discipline;e nelle matematiche or ei gli additava le certe norme, or con raroed invidiabile esempio da per se stesso lo ammaestrava. Fu il Fiac-chi del bel numer di quelli, in che l’illustre prelato collocava lesue più liete speranze. Yidelo egli con sommo diletto tutto intesoad investigare, col solo aiuto dei buoni e recenti libri, le leggi dellanatura; nè temè già che Io studio di essa il facesse ribelle al Sa-pientissimo che la creò, e in lei scolpì i segni manifesti del suopotentissimo braccio, e di sua eterna esistenza. Questo stolto ti-more riserbato era alla compassione ed al riso del tempo che vennedopo; nel quale anzi, più che in ogni altro, doveasi il clero ecci-tare agli studi naturali, affine di renderlo atto a combatter valida-mente quei che, d’essi abusando, maestri si fecero d’errore; e nonridurlo alla dura necessità di dover loro oppor solamente l’asprezzadel volto c l’ingiuria delle parole, che le beffe si attirano c il di-spregio, e d’avversa e men retta opinione non trionfano mai.

Fatto appena sacerdote, recossi il Fiacchi a Bologna , non giàper desiderio di grado e titolo dottorale, ma sì per dar quasi l’ul-timo pulimento alle apprese dottrine, sotto la scorta dei professoridi quel famoso Istituto. Tornò egli infatti, scorso un anno, a Fi-renze , siccome promesso avea, prima di partirne, all’ Incontri, cheimpiego e stanza gli diè allora nel Seminario di Firenze , ove po-scia insegnò filosofia, finché il granduca Pietro Leopoldo , di me-moria immortale, noi destinò spontaneamente al magistero mede-simo nelle scuole da lui providamente aperte nella città nostra, aspecial benefizio di quei che dimorano al di là dell’Arno , e che sichiamarono Leopoldine dall’ augusto suo nome. Quanto esteso pos-sesso avesse il Fiacchi delle scienze filosofiche, e quanto bene sa-pesse altrui comunicarle, attestato è dal non scarso profitto d’assaidei discepoli, e dalla riverenza, con la quale da tutti loro riguar-dato fu sempre: chè la riverenza non è mai nei giovani che direttisiano da deboli precettori; e il gran profitto sotto cosiffatti non èche rarissimo, perchè rarissimi sorgono i trascendenti ingegni, iquali san dar frutti solleciti ed ubertosi, ancor che siano mal col-tivati.