Buch 
Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
Entstehung
Seite
325
JPEG-Download
 

325

Come gli scrittori del trecento hanno universal diritto sullalingua, cosi lo hanno estesissimo sulle voci che si chiamano tecnichequei celebri uomini che nei vegnenti secoli trattarono delle artiottime e delle scienze. Siffatte voci nemmeno in quest’anno tra-scurate si sono dagli Accademici. Ha continuato il collega Mon-talvi, ed è vicino a compierlo, lo spoglio delle Vite del Yasari;e l’accademico Nesti, quello ha fatto dei Trattati vari del dottorGiuseppe del Papa ; e quelli altresì delle esperienze del Zambec-cari, del Frammento dell’ opera del Redi sulle anguille, e dellaLettera del Cestoni al Vallisneri su gl’ Insetti del cavolo, inseritanel primo tomo delle opere di esso Vallisneri.

Su queste voci delle scienze, come su quelle delle arti libe-rali e meccaniche s’aggirò una prosa dell’ accademico Targioni.Àvea già egli mostrato, scorto principalmente dalle opere del ce-lebre padre suo dottor Giovanni, che molte di siffatte voci man-cano nel Vocabolario nostro, perchè questi studi poco si colti-varono nel passato tempo, o se ne scrisse in latino. Seguitandola sua materia dice, potersi ben riempiere il vuoto ai dì nostri,nei quali hanno avuto le scienze aumenti grandissimi, e moltemacchine si sono inventate; dal che è venuta copia di nuovevoci. E il detto colle prove avvalorando, comunica coll’ Accade-mia un catalogo di voci nuove di fisica, di chimica, di farma-cia, di mineralogia, di zoologia, di botanica e di varie arti mec-caniche; delle quali voci ei ragiona nella sua prosa. Consideraquelle che han già effigie al tutto toscana ; e per ciò stesso delVocabolario le reputa degne. Esamina quelle che non l’hanno,ma che di facile ne son suscettive, c conchiude nel modo me-desimo. Di tal genere non crede essere alcune di mineralogia,venute a noi dal settentrione ; alle quali egli dice doversene inogni modo sostituir altre, prendendole dal greco o dal latino.Raccomanda poi che si schifino a più potere quei francesismi,che rispetto a queste voci intrusi si sono nella nostra lingua;ragion volendo che non si dica, per esempio, rubinet , quandola voce chiavetta, adoperata nel Saggio di naturali esperienze, valelo stesso. Ne consiglia in fine a ricorrere al Vocabolario del di-segno del Raldinucci, e altresì a quello dell' Alberti, il quale sirecò alle officine dei diversi mestieri per apprenderne i vocaboliche gli riguardano.

Dettosi dei lavori fatti in quest’anno dai Colleghi su’trecen-