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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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listi c su gli scrittori d’arti e di scienze, che pure imperano al-l’Accademia; di quelli è or da dire, che concernono gli autoricitati principalmente in conferma di essi trecentisti; ai quali, inciò che riguarda l’aumento della lingua, impera l’Accademia. Ilcollega Nesti ha continuato Io spoglio delle Lettere del Redi, datoincominciamcnto al nuovo del Cristiano istruito del Segneri,compiuto l’ugualmente nuovo delle Rime del Lasca, e fatto queldelle Lettere del Magalotti pubblicate dal Marmi. Dello spogliodella Cronica del Pitti, giunto è al termine l’accademico DelFuria; e di quel della Selva del Dati, intitolata Cerere vatici-nante, l’accademico Poggi; il quale spogliato ha pure la Letteradel Varchi di materie grammaticali, e il Tito Manlio d’AntonMaria Salvini : scritto che contiene l’argomento di un drammadi questo titolo, e l’indirizzo per ogni particolare della sua rap-presentanza. Ciò stesso ha fatto l’accademico Gelli sul Rapimentod’Elena di Coluto , volgarizzato dal detto Salvini; e l’accademicoRigoli, sulla Decima del Pagnini. Intorno al quale spoglio è daavvertire, che non si fa già tesoro del dettato del Pagnini, masì di quelli eh’ ei reca d’altrui : ciò sono scritti di Francesco Pe-golotti e di Giovanni da Uzzano, privilegi, bandi, e pezzi d’an-tiche croniche. Le quali scritture pertinenti al miglior secolo dellalingua, c ai due che vengon dopo, mostrano, che nel fatto di po-litico reggimento seppero già i Fiorentini sopra gli altri popolid’Italia , c di stranie regioni eziandio, rendersi illustri. Lo cheintendo dire unicamente in relazione ai tempi ; eh’ io così nondeliro, che preferisca l’intricata congerie dei regolamenti al corpoordinato delle sapientissime leggi, che fondate nella natura e nellaragione, la civica libertà proteggono, la licenza comprimono, edogni sorta di pubblico vantaggio procacciano e favoriscono; co-sicché il cittadino, nella necessità salutevole dell’ obbedienza, nonmorda irato il freno asprissimo del timore, ma senta l’unico in-vito di molle redina governata da mano amorosa. Al qual be-neficio quel dee aggiugnersi, pur segnalato, di concedere, per de-siderio di sempre più felicitarne, che chi che sia delle materiedi legislazione per iscritto disserti.

Da queste trasse argomento per la sua prosa l’accademicoCollini, prendendo in essa a parlare della educazione c dei di-ritti delle femmine. Si crcdan pur esse, mercè di lor fisica co-stituzione, inferiori agli uomini ; ma non si estimi che le loro