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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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l’esito allo intendimento ben corrispose. Considera egli Seneca coni’uomo che fu filosofo e letterato, cortigiano e ministro,ch’ebbe molte amicizie, che dalle malattie fu vessato e dall’in-vidia, e che salito in altissima fortuna, tratto fu ruinosamenteagii orrori di una morte violenta e crudele. Ancor qui egli hasussidio dalle opere dell’ autor suo, di che dà piena contezza, eche or gli sono utili a difenderlo, ora il costringono a censu-rarlo. E così retto a me ne sembra ovunque il giudizio, che ioreputo dovergli assentire ognun che sia docile alle voci della sanaragione.

Ma piacque al Rosmini, c bene e opportunamente a lui pia-cque, di rivolger l’animo alla gloria letteraria della moderna Ita-lia con iscriver le vite d’alcuni dei celebri uomini, che nel secolodecimo quinto in essa fiorirono. Alla quale impresa parve volerpreludere dettando le Memorie intorno alla vita e agli scritti diClemente Baroni Cavalcabò roveretano; uomo che assai valse iniscienze ed in lettere, che non pochi libri con laude compose,c che nei poetici studi a lui fu guida e maestro. Siccome conqueste Memorie diè argomento di grato animo, e crebbe onorealla patria ; così con quelle vite arricchì di molte e importantinotizie la storia della nostra letteratura. E che in dir questo ionon erri, dimostrato è dalla copia dei documenti, che disseppel-liti dalle biblioteche e dagli archivi, si fan pel Rosmini di pub-blico diritto a bel corredo di questi suoi libri, e ad esser provadelle cose che primo egli narra, e che gli altri ignorarono.

Quel Vittorino da Feltre, che empiè di giusta maraviglia ilsuo secolo pel modo di educare la gioventù, ragguardando alcorpo, all’ingegno ed al cuore; quel Vittorino, che da tre suoigratissimi allievi ebbe elogio concorde, restò poi sepolto in in-grata dimenticanza in questa stessa Italia , che tanto aveva ono-rato e soccorso, fino alla metà del secolo decina’ ottavo, in chei rammentati elogi si mandarono in luce ; dai quali trasser ma-teria il Tiraboschi ed altri moderni scrittori. Tutti questi vinseil Rosmini, trattando di Vittorino con ordin nuovo e migliore,c dando belle notizie dei suoi discepoli, dei quali nulla sapevasiinnanzi.

Quasi posson dirsi opere di nuovo tema la Vita del mite Gua-rino, e quella del turbolento Filelfo ; avendovi posto il Rosminiin chiarissimo lume assai cose, eh’ erano per 1’ avanti o contro-verse od oscure, o al tutto ignote.