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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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La stessa lode dee darsi alla Storia delle geste di Gian Ia-copo Trivulzio detto il Magno; nella quale è altresì da ammi-rare il coraggio, cui ben rispose il successo, di rivolger la pennadagli uomini celebri in lettere ad uno dei capitani più illustrionde si glori la nostra penisola.

Fu il magno Trivulzio ardito e felice nelle imprese, ingegnosonegli stratagemmi, imperturbabile nei pericoli, pronto nelle deli-berazioni, e grande nel consiglio. I Francesi, a’ cui trionfi in Ita-lia tanto aveva egli contribuito, ne tacquero, per l’antica, nèancor bene spenta, rivalità nazionale, le gloriose azioni ; e quellosolo malignamente accolsero nei loro istorici libri, che dissemi-nato si era in disonore di lui. Alcuni italiani d’ altra parte glitributarono in ampi volumi, che mai non vider la luce, altis-sime lodi, le quali però non son dalle prove avvalorate. Esce incampo il Rosmini, e tutto quello che trova asserito, pone u con-fronto co’documenti e gli atti pubblici del tempo; che da luirecati a stampa, tengono presso che intero il secondo volume diquesto suo pregiato lavoro. Coll’ unica e sicura scorta di questi,or loda or riprende il Trivulzio, purgandolo però con ottimeragioni dall’ accusa di aver tradito quella patria, di cui fu pro-clamato padre e conservatore.

Quei documenti e quegli atti pubblici assai conferiscono adillustrare la storia di Milano : argomento gravissimo e pien di pe-ricolo, che il Rosmini prese poscia a svolgere coraggiosamente,c con che pose il colmo alla letteraria sua gloria. Compresa èquesta storia in un’ introduzione e in diciotto libri. L’introdu-zione, incominciando dalla origine di Milano , perviene di mezzoa tempi oscurissimi all’anno 1152, nel quale, colla elezione diFederigo Rarbarossa in re della Germania , ebbero principio queigrandi sconvolgimenti che afflissero per lungo tempo la miseraItalia . Muove da quest’ anno medesimo il primo dei diciotto li-bri rammemorati, coi quali si perviene al 1535; nel qual annocessò Milano d’esser capo e metropoli di nazione.

L’opera fu ben accolta dal pubblico, e molti giornali d’Ita-lia e di Francia ne parlaron con lode. Vi si trovò diligenza, esat-tezza, penetrazione, imparzialità, severa critica e stile rapido,chiaro, elegante. Si fece plauso all’ autore per avere schifato ilunghi ragionamenti e le prolisse discussioni su’ principii e i pro-gressi delle arti e delle lettere, sulle istituzioni c somiglianti ma-