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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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eruditi, han cagione sì nella dottrina e diligenza del De Rossi, esì nell’amicizia ch’egli ebbe ed intima e lunga con que’che ncformano il subietto, co’quali ragionò spesso delle cose che in essilibri egli scrive.

Nata fatta Angelica per la pittura, ed educata ad essa in te-nera età dal padre suo, mediocrissimo artista, ma affezionato allebuone massime; molto operò sì in quadri di storia, sì in ritrattie sì in copie; riscosse laudi pei meriti delle invenzioni, della com-posizione, dello stile e del colorito; e, sola tra le pittrici di ognietà e di ogni gente, ebbe il vanto di aver cooperato alla restaura-zion del buon gusto, affratellando la somma facilità del suo pen-nello co’ principii severi del Mengs , che altrui ne conduce per viadifficile e laboriosa. Le opere di lei presso che tutte annovera ilDe Rossi, ne palesa il divisamente, con cui le condusse; narra iviaggi, onde, studiando le varie scuole, ebbe progressi nell’arte:e per far chiaro quanto di questa avess’ella meritato, lo stato espo-ne, nel quale trovavasi innanzi a lei.

Non potè così adoperare quando prese a scrivere del D’Agin-court, perchè la Storia della decadenza dell'arte, onde salì questiin rinomanza, è opera di nuovo argomento. Col pertinace studiodi molti anni, e con suo grave dispendio, dai monumenti ei latrasse dei dodici secoli, che dal terzo corsero a tutto il decimo-quinto; questi stessi monumenti esprimendo in più che trecentotavole in rame. Narra il De Rossi, eh’ci si preparò all’ardua im-presa colla lettura degli antichi scrittori e delle varie storie dellecittà, col recarsi sovente nel sublime orror delle catacombe, e colcercar tutta Italia . Applaude alla somma sua pratica e all’acu-tezza di sue osservazioni ; e il segue, col darne esatto ragguaglio,nei tre trattali delle tre arti del disegno. Rammenta pur con onorei i* rammenti di scultura antica in terra colta: altra opera delD’Agincourt, e di mole assai minore; ma da aversi in pregio perla importanza delle cose che vi s’illustrano, e pel modo onde s’il-lustrano, che raccomandato è dalla giustezza delle opinioni e dallasobrietà delle dottrine.

Nelle cose fin qui discorse tutto fu schietta lode: alcun pocodi riprensione dovrà colla lode mescolarsi in quelle che sono perdire, e che le Poesie riguardano, e le Commedie.

Quando scrisse Tullio (8), che il poeta trae sua forza dalla na-

(8) Pro Archia .

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