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tura, non volle certo escluderne l’arte, che dà bel compimento alraro dono di quella. E arte la elezion delle idee ; è arte l’armoniadel verso; è arte la sobrietà, la scelta e la collocazion delle parole.Molto ebbe il De Rossi dalla natura; ma dell’arte non fu al tuttosollecito. Vaglie e delicate sono le immagini degl’idilli, de’ Poe-metti e delle Anacreontiche; e mordono, qual come il cane, e qualcome 1’ agnello, gli Epigrammi, i Madrigali , le Favole, gli Epitailie gli Scherzi poetici e pittorici, che per avventura alle altre poesiedi lui, or memorate, si vorranno anteporre. Ma i troppo spessidifetti di prolissità nello stile, di bassezza nelle parole, di fiac-chezza nel verso, sono quelli che di tutt’esse oscurano i pregi;tra’quali è primo e generale, la cognizion del costume: ciò che ilrendea ben atto a scriver commedie.
Nè, perch’ io estimi, essere alcuna cosa da riprendere in questeCommedie, vi deste già a credere che col confronto di quelle delGoldoni voglia io prendere a giudicarle. E il Goldoni uno di que-gli uomini privilegiati, che natura alle nazioni, perchè abbian essevera c somma gloria, parcamente dispensa. Conoscitor sommo delcuore umano e dei costumi delle genti, sopraggrande in ingegnoe fantasia,ricco in caratteri e costantissimo, ritrovator facile di na-turali incidenti, spontaneo e vivace nel dialogo; ogni argomento,anche il più tenue e al nulla vicino, sa egli rendere importantissimo,traendo ovunque a lui piaccia ogni genere di ascoltatori. Che s’eidal tema posto si trovi in impensato viluppo, maestrevolmente ein un attimo se ne dislaccia; e se talvolta cader sembri in languo-re, è quasi ruota di fuoco artificiato, che quando a spegnersi parvicina, si raccende più viva, e in più rapidi giri largamente sfa-villa. Sarebbe pertanto ingiusto troppo c maligno chi raffrontarvolesse con questo grande il De Rossi; il quale, con pochi altri del-l’età nostra, va a lui secondo dopo lungo intervallo. Si giudica deicosiffatti come di que’ che tengono nelle arti ottime i secondiseggi; i quali a riscontro mai non si pongono coi Ruonarroti edi Sanzii. Si ricerca solo uegli uni c negli altri, siccome precipuoscopo di loro, la imitazione della natura: nel qual riguardo deedarsi lode al De Rossi, che, ad essa intendendo, semplicissimo ènegl’ intrecci, e schifa a più potere l’eccesso nei caratteri, cui dàil necessario ingrandimento col moltiplicarne in conveniente spa-zio di tempo le verisimili azioni. N’è prova in ognuna delle sueCommedie, e in ispecial modo nel Cortigiano onesto, nel Calzolaio