339
inglese, nella Famiglia dell’ nomo indolente, nella Commedia invilleggiatura e nella Prima sera dell ’ Opera, che alle altre del suoteatro vogliono, s’io mal non giudico, preferirsi. Egli è però inquesta imitazione della natura presso che ristretto alla sua Roma ;cui anche talora dispiacque, perchè con troppa asprezza ne morseil costume. Freddo pur sovente riesce il dialogo; e i detti acutitalora appaiono con istudio inseriti. I quali difetti però il meritopunto non estenuano di aver battuto quella retta via, in che alcunidel suo medesimo tempo entrar non vollero, con torto lor mani-festo e con pubblico danno. Ma in non pochi paesi d’Italia , e inispecie nel nostro, cessato è l’inganno, e ripreso ha suo posto laverità. Più udir non si vuole il servo c il villano moralizzare dacattedrante; nè più si fa plauso ai drammi, che chiamano di sen-timento : insidie il più spesso alle giovani donne per averle facili aldisfren delle voglie. Egli è adunque venuto il tempo, in che bellesperanze sono da concepirsi del teatro italiano: e a noi Toscani , piùche agli altri, corre obbligo di procacciare, che non vadan esse fal-lite; perocché abbiam vantaggio sopra ogni altro popolo della Peni-sola in iscriver la commedia e in declamarla. L’abbiamo in iscri-verla, perchè il dialetto nostro è, come l’attico, pieno di facezie e disali, e acconcissimo al motteggiare, e al proverbiare (9) : qualità, cherendono questo genere di componimento, siccome egli esser debbe,e spiritoso e vivacissimo. L’abbiamo in declamarla, perchè solo inToscana è la retta pronunzia della lingua. E che questa asserzionenon abbia origine dalla carità della patria, dimostrato è col fatto datutti i non Toscani , cui tanto diletta la profferenza degli attori no-stri, quanto il'toscano orecchio offeso resta da quella dei loro. Fuadunque savissimo il divisamente di que’ nostri cittadini illustri, iquali, non è ancor molto tempo passato, fecer Progetto per la for-mazione di ma stabile Compagnia comica in Firenze [ 10): modounico per affinar gli attori, e il gusto migliorar dell’udienza; cheè ciò, onde l’ingegno di que’che sono atti a scriver tragedie ecommedie, grandemente si accende. Per questo ho io brama ar-dentissima, che il progetto ad altri più vada a cuore, sicch’esso di
(9) Salvini. V. Antologia, Marzo 1821.
(10) V. Antologia, Febbraio 1823.