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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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gitiva; nel folto delle universali tenebre ti fu benigna d’alcun suoraggio;-e fugate queste, parve mostrartisi più affettuosa che nelpristino tempo. Niuno dei Latini poeti ardito avea quanto Dante;e al decoro delle arti ottime implorato erasi nella stessa Roma ilsoccorso dei Greci. I pennelli del Sanzio, del Vinci, del Vecellio,del Correggio , del Buonarroti, e altresì lo scarpello di questo me-desimo, furon per te pregi nuovi; e fu miracolo a te per 1’ avantiignoto, e a Grecia eziandio, il divino ingegno del Galilei. Europa tutta s’illuminò del tuo lume; e i sapienti uomini, osservata laproporzione dei popoli, furono sempre e sono ancora più nume-rosi in te, che in ognuna delle altre provincie.

Ma in mezzo a sì gran felicità, turbasi alquanto l’animo invedere il reo governo che fa di sè il colosso dell’italico sapere.Mentre ogni uomo di sano intelletto procaccia e gode di aversana ogni parte del corpo; cosicché chilifichi lo stomaco, le manisian pronte all’opera, i piedi al cammino; quegli per lo contrariotutte sue membra pone in discordia, e poi, come d’ottenuta vitto-ria, grandemente ne esulta. Non è mestieri ch’io squarci il veloallegorico: voi ben conoscete a che mirino i detti miei, che fedehan pienissima da tanti avvelenati libretti e tanti rabbiosi articolidi periodici fogli.

Cessin deh! cessino una volta tra noi sì vergognosi scandali,onde odii e furori vengono eterni; onde tanto tempo è tolto allasolidità d’ogni maniera di studi, e onde più audaci si rendonogli stranieri, che di nostre dottrine e di nostre scoperte fattisi de-stramente possessori, invidi e discortesi ne vilipendono. Cessi Iosmodato amore del Municipio; e i cultori ottimi delle scienze,delle arti e delle lettere formin collegio che abbia nome da Italia .I meschini scrittori cader si lascino di per sè soli nel profondopelago del silenzio; nè punto d’essi abbia cura la critica. Questa ,e sia sempre giusta ed urbana, solo per quelli si adoperi, che, inpoco errando, si siano nel più mostrati eccellenti. E voi, che adesser tali scelse tra infinito numero il cielo benigno, non vogliate,se malignità d’emuli vi persegua, lasciar per ira o sgomento lamagnanima impresa; chè solo il pubblico è delle opere dell’inge-gno imparzialissimo giudice: e opera vessata da ingiusta censura,solo potrà cadere in oblio o disprezzo perpetui, quando le rupiabbian danno o sian mosse di luogo dai procellosi flutti che le per-cuotono.

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